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Sito web per agenzia immobiliare: i dati obbligatori negli annunci

Un cartello 'for sale' in primo piano davanti a una casa con recinzione in ferro e siepe, controluce al tramonto
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Chi cerca «sito web per agenzia immobiliare: i dati obbligatori negli annunci» di solito ha già capito che pubblicare un immobile online non è solo una questione di foto e descrizione: c'è un dato tecnico che la legge impone di scrivere, e che molte agenzie dimenticano proprio quando l'annuncio esce dal portale di settore e finisce sul proprio sito. L'articolo 6, comma 8, del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, nel testo riscritto dalla legge 90/2013, impone che ogni annuncio di vendita o locazione, diffuso con qualunque mezzo di comunicazione commerciale, riporti gli indici di prestazione energetica dell'involucro e globale dell'edificio, insieme alla classe energetica corrispondente: un obbligo che vale anche per il sito dell'agenzia, non solo per i portali immobiliari, e la cui violazione è punita con una sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro.

Premessa necessaria: questo non è un parere legale, e non sostituisce quello di un tecnico abilitato o di un consulente specializzato in certificazione energetica. È una lettura dei testi pubblici, utile per capire di cosa si sta parlando prima di scrivere la scheda di un immobile.

Da dove nasce l'obbligo, e perché in due tappe

La prima versione di questo obbligo risale al decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28, di recepimento di una direttiva europea sulle energie rinnovabili, che aveva introdotto un comma 2-quater nell'articolo 6 del decreto legislativo 192/2005: riguardava solo le offerte di vendita, in vigore dal 1° gennaio 2012, e non prevedeva una sanzione specifica per chi lo ignorava. Il decreto legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2013, n. 90, ha riscritto l'articolo 6: il nuovo comma 8 ha esteso l'obbligo anche alle locazioni, e un nuovo comma 10 dell'articolo 15 ha introdotto la sanzione amministrativa che si applica tuttora (fonti consultate il 24 ottobre 2026).

Cosa deve comparire nell'annuncio

Il comma 8 chiede due cose distinte: gli indici di prestazione energetica, quello dell'involucro dell'edificio e quello globale, comprensivo quindi di riscaldamento, raffrescamento e degli altri consumi previsti dall'attestato, e la classe energetica corrispondente, la lettera da A4 a G che sintetizza quegli indici. Le Linee guida nazionali allegate al decreto ministeriale 26 giugno 2015 prevedono per questi dati un formato grafico standard, l'etichetta a barre colorate che si vede nei cartelli fisici o nelle vetrine delle agenzie, ma lo stesso decreto esclude espressamente da quel formato grafico gli annunci via internet e quelli a mezzo stampa: per un annuncio sul sito basta scrivere per testo gli indici e la classe, senza riprodurre il grafico.

Vale anche per il sito dell'agenzia, non solo per i portali

È il punto su cui si inciampa più spesso. Il comma 8 non parla di portali immobiliari: parla di annunci diffusi «tramite tutti i mezzi di comunicazione commerciali», una formula che comprende qualunque canale usato per promuovere la vendita o la locazione, dal cartello in vetrina al sito dell'agenzia, fino ai social media. Un'agenzia che importa gli annunci da un gestionale verso i portali di settore, dove il campo della classe energetica è spesso obbligatorio per poter pubblicare, e poi ripubblica lo stesso immobile sul proprio sito senza quel dato, perché il modello delle schede non lo prevede o perché nessuno l'ha controllato, resta scoperta sulla seconda pubblicazione tanto quanto lo sarebbe su un annuncio di carta.

Le eccezioni

Due casi restano fuori dall'obbligo. Il primo sono le locazioni di edifici residenziali utilizzati per meno di quattro mesi l'anno, la categoria delle case vacanza affittate solo in stagione. Il secondo sono gli edifici e le unità immobiliari che la normativa nazionale esclude già dall'obbligo generale di dotarsi di un attestato di prestazione energetica: se l'immobile non ha bisogno dell'APE, l'annuncio non ha bisogno dei suoi indici.

Cosa si rischia

La sanzione è prevista dall'articolo 15, comma 10, dello stesso decreto: da 500 a 3.000 euro, a carico del responsabile dell'annuncio. Chi sia, nei fatti, il responsabile quando l'annuncio esce dal sito dell'agenzia, la norma non lo scrive in modo esplicito: non esiste un elenco di legge che nomini agenzia, proprietario o entrambi in solido. Nella prassi, è l'agenzia che materialmente scrive e pubblica l'annuncio sul proprio sito a essere considerata responsabile di quella specifica pubblicazione, perché è lei a controllare cosa compare nel testo online, anche quando il dato mancante dipende da un'informazione che il proprietario non ha fornito in tempo.

Qualche regione aggiunge dettaglio

La norma nazionale è una base comune, non l'unica fonte: alcune regioni hanno un proprio regolamento sulla certificazione energetica che specifica il contenuto dell'annuncio in modo più puntuale. In Toscana, per esempio, il regolamento regionale 17/R del 2023 chiede di indicare separatamente l'indice rinnovabile e quello non rinnovabile e, quando l'attestato è stato trasmesso tramite il sistema informativo regionale, anche il suo numero identificativo. Prima di pubblicare, vale la pena controllare se la propria regione ha una regola simile: il comma 8 fissa un minimo nazionale, non un tetto.

Da dove partire

Se il sito della tua agenzia non mostra ancora questi dati, non è l'unico obbligo da controllare: partita IVA, sede legale e registro imprese seguono regole proprie, di cui scrivo in partita IVA, sede legale, REA: i dati obbligatori sul sito della tua azienda. Se invece il tema che ti interessa è come il settore immobiliare sta usando l'intelligenza artificiale per vendere di più, con numeri da leggere con cautela, ne scrivo in intelligenza artificiale e agenzie immobiliari: un caso italiano letto con le pinze. Se vuoi un confronto su come strutturare le schede immobiliari del tuo sito attorno a questo obbligo, scrivimi: non sostituisco la consulenza di un tecnico abilitato sulla certificazione energetica, ma posso aiutarti a costruire il resto della scheda intorno a quel dato.

Domande frequenti

L'obbligo di indicare la classe energetica negli annunci riguarda anche il sito dell'agenzia, o solo i portali come Immobiliare.it e Casa.it?

Riguarda anche il sito dell'agenzia. L'articolo 6, comma 8, del decreto legislativo 192/2005 non limita l'obbligo ai portali di settore: parla di annunci diffusi «tramite tutti i mezzi di comunicazione commerciali», una formula che copre qualunque canale usato per promuovere vendita o locazione, sito proprio compreso. Un'agenzia in regola sui portali, dove il dato è spesso richiesto per poter pubblicare, può restare scoperta sul proprio sito se il modello delle schede non prevede quel campo.

Serve riprodurre il grafico a barre colorate della classe energetica anche negli annunci online?

No. Le Linee guida nazionali allegate al decreto ministeriale 26 giugno 2015 prevedono quel formato grafico, l'Appendice C, per gli annunci in generale, ma escludono espressamente dall'obbligo gli annunci via internet e quelli a mezzo stampa. Per un annuncio sul sito basta indicare per testo gli indici di prestazione energetica, dell'involucro e globale, e la classe energetica corrispondente.

Cosa rischia chi pubblica un annuncio di vendita o locazione senza questi dati?

Una sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro, prevista dall'articolo 15, comma 10, del decreto legislativo 192/2005, a carico del responsabile dell'annuncio. La norma non scrive in modo esplicito chi sia il responsabile quando l'annuncio esce dal sito di un'agenzia: nella prassi, è l'agenzia che pubblica il testo a essere considerata tale, anche quando il dato mancante dipende da un'informazione che il proprietario non ha fornito in tempo.

Ci sono immobili o contratti esclusi da questo obbligo?

Sì, due casi. Le locazioni di edifici residenziali utilizzati per meno di quattro mesi l'anno, la categoria delle case vacanza affittate solo in stagione, e gli edifici o le unità immobiliari che la normativa nazionale esclude già dall'obbligo generale di dotarsi di un attestato di prestazione energetica: se l'immobile non ha bisogno dell'APE, l'annuncio non ha bisogno dei suoi indici.

Da quando esiste questo obbligo, ed è cambiato nel tempo?

Sì, in due tappe. Il decreto legislativo 28/2011 aveva introdotto, dal 1° gennaio 2012, un obbligo limitato alle sole offerte di vendita, senza una sanzione specifica. Il decreto legge 63/2013, convertito con modificazioni dalla legge 90/2013, ha riscritto l'articolo 6: il nuovo comma 8 ha esteso l'obbligo anche alle locazioni, e un nuovo comma 10 dell'articolo 15 ha introdotto la sanzione amministrativa tuttora in vigore.

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