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La mia mission

«Mi sono rimasti 500 euro. Poi chiudo.»

Se sei arrivato qui è perché ti interessa capire cosa mi abbia spinto ad aiutare imprenditori e liberi professionisti. Lascia che ti racconti.

Una giornata piovosa

Era una mattina del marzo 2015, uno di quei giorni di pioggia che segnavano il passaggio dall’inverno alla primavera. In quegli anni seguivo diversi progetti miei, e stavo finendo di sistemare una presentazione da inviare a dei potenziali investitori.

All’epoca ero uno sbarbatello sognatore, con l’ambizione di diventare il nuovo Steve Jobs. Mi piaceva stare con altri ragazzi che volevano costruire qualcosa e che, come me, guardavano al futuro.

Ero assorto nei miei pensieri, quando squillò il telefono.

«Ciao Simone, mi chiamo Paola, mi ha dato il tuo numero Francesco e mi ha detto che lavori con i computer. Io ho un negozio e avrei bisogno di una mano con la parte internet… sai, non ci capisco molto di queste cose qui.»

Mentre ascoltavo la sua voce, ebbi la sensazione che qualcosa non andasse. Fissammo un appuntamento per le 17:30 dello stesso pomeriggio.

Il negozio

Raggiunsi l’indirizzo, in una zona periferica ma trafficata. Scesi dalla macchina mentre continuava a piovere a dirotto e stava iniziando a fare buio. Alzai gli occhi e rimasi colpito da un’insegna con alcune lettere al neon che lampeggiavano a intermittenza. Mettendo a fuoco, scoprii che il negozio di Paola era proprio quello.

Restai un attimo sotto l’ombrello a osservare le vetrine. I tre manichini erano illuminati solo da tre piccoli faretti dall’alto. Gli schizzi di pioggia si erano depositati sulla parte bassa dei vetri, e rendevano ancora più difficile vedere gli accessori esposti.

Non ci siamo, pensavo tra me e me.

Paola mi venne incontro con gentilezza, ma i suoi occhi stanchi nascondevano altro. Mi parlò del negozio e mi fece toccare con mano la qualità dei suoi prodotti. Aveva creato quell’attività con sudore e sacrifici, e fino al 2012 era andato tutto bene: riusciva a vivere dignitosamente con suo figlio. Poi la crisi.

«La verità è che mi sono rimasti solo gli ultimi 500 euro e mi bastano fino alla fine del prossimo mese. Poi chiudo definitivamente.»

Uno schiaffo in piena faccia mi avrebbe fatto meno male. Io, che ero abituato a pensare al futuro e alle macchine volanti, ero stato riportato in tre secondi sul pianeta Terra. Quello era il mondo reale.

La notte non riuscii a dormire. Ogni giorno in più significava un giorno in meno di vita per l’attività di Paola.

Due giorni dopo

Tornai al negozio. Mi sedetti e iniziai con le dovute premesse.

«Paola, forse sono pazzo io, ma se ci riusciamo potrebbe essere un mezzo miracolo. Non voglio darti false illusioni. Ma se è l’ultima carta, dobbiamo giocarla. Adesso. Ho un piano.»

Sul suo volto vedevo un abbozzato sorriso di speranza. Da un lato mi tranquillizzava, dall’altro mi paralizzava: se le cose non fossero andate come pianificato, mi sarei portato sulle spalle dei miei venticinque anni la responsabilità di un fallimento. E qui non avrebbe fallito una startup, dove la chiusura la metti in conto fin dall’inizio. Qui una madre e un figlio sarebbero finiti in rovina.

Aprii la porta del magazzino, presi in mano una gonna e le dissi: «Paola, i tuoi soldi sono qui».

Il piano: i suoi 500 euro sarebbero serviti per una campagna su Facebook su alcuni accessori e capi a prezzo fisso. Non una svendita — una promozione temporanea, per far capire che il negozio stava bene. Venti giorni per costruire il sito, poi venti giorni di campagna verso donne di 25-35 anni interessate ai marchi che trattava, nel raggio di 20 km.

Ma le chiesi anche uno sforzo: far sistemare i led dell’insegna e l’illuminazione interna, dare una mano di bianco, e restare aperta tutti i sabati e la seconda domenica del mese. Ero stato brusco, forse. Mi rispose: «Hai ragione». Due giorni dopo suo cognato aveva sistemato l’insegna, sostituito le lampade e dato il bianco.

La parola data va sempre onorata

Nelle prime settimane portavo avanti i miei progetti e il sito di Paola. Ero stremato e dormivo tre ore a notte, ma le avevo dato la mia parola — e se c’è una cosa che mio padre mi ha insegnato è che la parola data va sempre onorata.

Il sito fu completato in anticipo e partimmo con la campagna.

Primo giorno: qualche “mi piace” sporadico. Era presto per dire se la strategia funzionava, ma ci credevo.

Secondo giorno: qualche like in più, quattro condivisioni, due chiamate — una per fissare una visita in negozio, una per informazioni. Budget speso fino a quel momento: 12,90 euro.

Terzo giorno: quindici condivisioni, e le ragazze iniziavano a taggare le amiche sotto il post. Mi chiamò Paola con una voce più sollevata: aveva già diversi appuntamenti per il weekend.

Quinto giorno, sabato sera, ore 20:00. Squilla il telefono.

«Scusami se ti chiamo a quest’ora, ma volevo farti sapere com’è andata. Sto chiudendo ora il negozio, sono stata letteralmente presa d’assalto e mi è venuta a dare una mano mia sorella. Abbiamo fatto 11 vendite oggi!»

Aprii la schermata della campagna: 52 condivisioni, e altrettante ragazze che taggavano le amiche sotto il post.

Un finale con il sorriso

Gli anni successivi hanno visto una rinascita totale del negozio: una ristrutturazione completa, un ampliamento della struttura, nuovi progetti e lavori fatti insieme.

A ripensarci mi vengono ancora i brividi. Paola si è fidata, e io — complice anche la follia della gioventù — l’ho aiutata a uscire da quella situazione.

Ma oltre al risultato economico c’è stata una consapevolezza, da entrambe le parti. Paola ha capito che avrebbe potuto sfruttare prima le potenzialità di internet. Io sono maturato molto, e mi sono reso conto di quanto internet sia fondamentale per la crescita delle piccole e medie imprese — e di quanto potenziale inespresso ci sia nel nostro paese.

La mia mission

Mi sveglio ogni mattina con una speranza: che un’azienda non arrivi al punto di Paola prima di contattarmi.

Per questo offro le mie consulenze e quelle della squadra con cui condivido gli stessi valori, e pubblico contenuti online per rendere imprenditori e liberi professionisti più consapevoli di quanto conti avere una presenza online solida, efficace e duratura.

Non aspettare gli ultimi 500 euro.

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