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Intelligenza artificiale e agenzie immobiliari: un caso italiano letto con le pinze

Professionecasa, uno dei principali franchising immobiliari italiani, ha annunciato una partnership con Metacasa, una piattaforma che porta l'intelligenza artificiale nel lavoro delle agenzie, e ha pubblicato una serie di numeri per raccontarne i risultati: +6% sul prezzo medio di vendita, +161% di contatti dai portali immobiliari, +237% di immobili salvati tra i preferiti, +55% di vendite su immobili difficili da collocare. Sono numeri che colpiscono, ed è per questo che vale la pena leggerli con attenzione prima di prenderli come riferimento.
Cosa dice il comunicato di Professionecasa
Nella pagina che annuncia la partnership, Professionecasa presenta questi quattro numeri come "risultati raggiunti dalle agenzie che già utilizzano la piattaforma", ma li introduce anche come "un indicatore del potenziale che Metacasa offre": due formule diverse nella stessa pagina, una da misura avvenuta e una da proiezione. Non c'è alcuna nota su quante agenzie sono state coinvolte, su quale periodo sono calcolati gli incrementi, né su chi ha effettuato la misurazione. Nessuna data compare sulla pagina.
Perché quei numeri non tornano
Il sito ufficiale di Metacasa ha una sezione dedicata proprio ai risultati, che si presenta con la frase "non stime, non proiezioni: performance verificate sul campo". Ma i numeri che riporta per benefici paragonabili sono diversi da quelli di Professionecasa: parla di +94% di click sugli annunci, non di +161% di contatti, e di vendite concluse il 40% più rapidamente. Per la categoria più direttamente confrontabile, gli immobili da ristrutturare o difficili da vendere, Metacasa dichiara sul proprio sito un incremento del 30%, mentre Professionecasa, parlando dello stesso prodotto, ne dichiara uno del 55%. Sono due fonti legate allo stesso servizio che riportano due cifre diverse per la stessa categoria di risultato, e nessuna delle due indica una metodologia condivisa. Nessuna testata di settore, tra quelle che seguono il proptech italiano, riprende questi quattro numeri in modo indipendente: compaiono solo nel materiale promozionale delle due aziende.
Non è una questione di buona fede: un'azienda che comunica un risultato sceglie il numero più favorevole tra quelli disponibili, non necessariamente quello più rappresentativo, ed è raro che qualcuno lo verifichi dall'esterno. È il funzionamento naturale di un comunicato di partnership, diverso da quello di una misurazione indipendente con un campione dichiarato.
Anche un dato molto citato sulla digitalizzazione ha un errore di calcolo
Nel 2022 diversa stampa italiana, compreso il Sole 24 Ore, ha titolato che solo il 16% delle agenzie immobiliari italiane aveva avviato un percorso digitale. Il corpo dello stesso articolo, però, spiega che l'indagine citata, su un campione di 200 agenti presentato a un convegno a Roma, ne contava 16 con un vero percorso avviato. Sedici su duecento fa l'8%, non il 16%: il titolo ha trasformato un numero assoluto in una percentuale identica al numeratore, e più testate hanno ripreso la stessa cifra senza rifare il calcolo. Resta comunque un dato di quattro anni fa, su un campione piccolo e senza una metodologia pubblica dichiarata: non lo uso come riferimento sull'oggi, ma vale la pena saperlo, perché mostra che un errore di lettura può diventare un numero che circola per anni anche quando la fonte non è un'azienda che vende qualcosa.
Il mercato immobiliare italiano cresce per davvero
Un dato che invece regge al controllo: nel 2025 in Italia ci sono state circa 767.000 compravendite immobiliari residenziali, in crescita del 6,5% sul 2024, secondo il report FIAIP Monitora Italia 2025, realizzato dal Centro Studi FIAIP con ENEA e I-Com e presentato al Senato il 17 marzo 2026. Il numero non nasce da un'unica fonte di parte: il Rapporto Immobiliare 2026 dell'Agenzia delle Entrate, basato sui dati catastali e pubblicato in modo indipendente qualche mese dopo, conta 766.757 compravendite nel 2025, +6,4%, una cifra praticamente identica. Il mercato immobiliare italiano cresce davvero, a prescindere da quanto contribuisca l'intelligenza artificiale, sulla quale al momento non esiste un dato di settore verificabile su quanto incida.
Cosa vuol dire per chi decide
Per chi gestisce un'agenzia e valuta uno strumento di intelligenza artificiale per la vendita, la domanda utile non è se esistono numeri clamorosi, ma quali domande fare prima di firmare: su quante agenzie e in quanto tempo è misurato ogni risultato che il fornitore mostra, e se lo stesso fornitore dichiara altrove, sul proprio sito o in altre presentazioni, un numero diverso per la stessa categoria di beneficio. Sono le stesse domande utili quando si valuta qualunque software gestionale, non solo uno strumento di intelligenza artificiale: ne ho scritto in software gestionale per aziende. È lo stesso schema che ho trovato di recente anche in un caso di intelligenza artificiale e studi dentistici: un settore diverso, la stessa cautela necessaria davanti a un numero pubblicato da chi vende lo strumento.
Se stai valutando uno strumento di questo tipo per la tua agenzia e vuoi un secondo parere prima di decidere, scrivimi: ti aiuto a leggere i numeri che un fornitore ti mostra, non a scegliere lo strumento più chiacchierato.