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Il sito dell'hotel non porta prenotazioni: sette controlli prima di decidere se rifarlo

L'insegna HOTEL sulla facciata di cemento di un albergo, con le finestre delle camere

Un albergatore mi scrive che il sito non porta prenotazioni e chiede un preventivo per rifarlo. La prima cosa che gli rispondo, quasi sempre, è: aspetta. Quella frase — «il sito non porta prenotazioni» — ne nasconde due completamente diverse, e finché non capisci quale delle due è la tua, qualsiasi preventivo è una scommessa.

Questo articolo non ti vende un sito nuovo. Ti dà sette controlli che fai da solo in mezz'ora, senza comprare niente, per capire dove sta davvero il problema. Per ognuno ti dico una cosa sola ma importante: se si sistema su quello che hai, o se è un segnale che il sito va rifatto.

Prima di tutto: due problemi diversi con lo stesso sintomo

«Non arriva nessuno» e «arrivano e non prenotano» sembrano lo stesso problema visto dalla cassa. Non lo sono, e si riparano in due modi opposti.

Il modo per distinguerli è gratuito. Apri Google Search Console e Google Analytics (GA4): sono gratis, e se non li hai installati è il primo lavoro da fare, prima di ogni altra cosa. Guarda quante persone entrano sul sito in un mese e quante volte compari nei risultati di Google. Poi confronta quel numero con le prenotazioni e le richieste che arrivano.

Se le visite sono poche, il problema è la visibilità: non ti trovano. Se le visite sono tante e le prenotazioni zero, il problema è la conversione: ti trovano, entrano, e se ne vanno.

Sono due cantieri diversi. Rifare un sito bellissimo quando il problema era che nessuno lo visita è il modo più caro per non cambiare niente; comprare pubblicità per portare gente su un sito dove non si riesce a prenotare è lo stesso errore al contrario. I sette controlli che seguono partono da qui: alcuni servono a chi ha traffico e non converte, uno serve a chi non ha traffico. Il primo lavoro è sapere in quale metà sei.

I sette controlli

Sono in ordine di impatto, e i primi non costano niente da sistemare. Falli nell'ordine.

1. Il prezzo, a parità di date

Prendi due date a caso. Cerca la tua struttura su Booking, poi sul tuo sito, e confronta il totale per la stessa camera e le stesse notti.

Se sul tuo sito costa uguale o di più che sul portale, nessuno prenoterà mai diretto — e ha ragione: a parità di prezzo sceglie chi conosce già e gli dà più garanzie. È probabilmente il motivo numero uno di zero prenotazioni dirette, ed è anche quello che quasi nessuno controlla. Dal 2017 in Italia sei libero di offrire una condizione migliore sul tuo canale; il ragionamento per esteso è in un altro articolo, qui basta il controllo.

Non è un problema di sito. È una decisione tua sulle tariffe. Non rifare niente: allinea il prezzo, o aggiungi un motivo concreto per prenotare diretto (controllo 5).

2. Il tasto per prenotare, dal telefono

Prendi il tuo cellulare e prova a prenotare nella tua struttura come farebbe un ospite, partendo dalla home. Conta i tocchi per arrivare a vedere una data disponibile con il suo prezzo, e per confermare. Fermati dove ti fermeresti tu.

Se non c'è modo di prenotare davvero — solo un modulo «richiedi preventivo» — o se ti perdi negli ultimi passaggi, il cliente fa esattamente lo stesso e torna sul portale, dove basta un tocco. Un modulo di richiesta non è una prenotazione: gli chiedi di aspettare la tua risposta mentre Booking gliela dà subito. La ricerca sul commercio online lo conferma da anni, ed è buon senso prima che un dato: più passaggi ci sono, più gente si perde per strada.

Quasi sempre si sistema: il motore di prenotazione si aggiunge o si sostituisce, e vive sul sito che hai già. Diventa un segnale di rifare solo se il sito è così vecchio da non poterne ospitare uno, o se il percorso si rompe perché il sito non è pensato per il telefono (è il controllo che viene ora).

3. La velocità, sul telefono

Metti l'indirizzo del tuo sito su PageSpeed Insights (gratis, di Google) e guarda il punteggio mobile, non desktop.

Google considera un sito «buono» se si carica entro 2,5 secondi, se risponde ai tocchi entro 200 millisecondi e se non balla mentre si carica. Sopra i 4 secondi di caricamento lo classifica come «scarso». Non sono soglie mie: sono i valori ufficiali con cui Google misura ogni sito, ed è lo stesso metro con cui decide come mostrarti nei risultati. Un sito lento sul telefono perde persone prima ancora che vedano le camere, e oggi la maggior parte di chi cerca è sul telefono.

Qui la risposta dipende dalla causa. Foto pesantissime, un hosting scadente, troppi plugin: si sistema, senza rifare niente. Se invece è lento perché costruito su una base vecchia che non si adatta al telefono, e ogni intervento ne rompe un altro, è un segnale di rifare.

4. Le foto, accanto a quelle del portale

Apri la tua scheda su Booking e il tuo sito, una di fianco all'altro. Le foto sul tuo sito sono migliori o peggiori di quelle che il portale ha ritagliato per te?

Se sul tuo sito la struttura si vede peggio che sul portale, la persona torna dove si trova meglio — e le stai dando ragione. Il sito dovrebbe essere il posto in cui ti mostri al meglio, non il ripiego con le foto vecchie.

Quasi sempre si sistema: sono fotografie nuove e una galleria decente, non una ricostruzione. È raramente un segnale di rifare.

5. Un motivo per prenotare diretto

Sul tuo sito, a parità di prezzo, cosa offri che il portale non offre? Un check-in flessibile, la camera migliore a parità di tariffa, una cancellazione più comoda, un piccolo extra all'arrivo.

Se il tuo sito e il portale sono identici in tutto tranne il logo, l'ospite sceglie quello che conosce. Non serve uno sconto: serve una ragione, detta chiaramente dove la persona sta decidendo. I modi concreti per costruirla — senza svendersi — li ho messi nella guida alle prenotazioni dirette, che è il seguito naturale di questo controllo.

Si sistema: è testo e politica commerciale, non struttura.

6. Le lingue giuste

Guarda da dove arrivano i tuoi ospiti — lo sai dal gestionale — e in che lingue è il tuo sito.

Se ricevi tedeschi e francesi e il sito è solo in italiano, quelle prenotazioni le stai lasciando al portale, che invece parla la loro lingua. Non è una questione di traduzione elegante: è che chi non capisce la pagina non ci prenota sopra.

Si sistema se il sito è costruito per reggere più lingue in modo pulito. È un segnale di rifare se è nato monolingua e aggiungere una lingua significa tenere in piedi una copia parallela da allineare a mano ogni volta — perché è lì che le lingue smettono di essere aggiornate, e un sito con la pagina inglese vecchia di due anni fa più danno che una pagina in meno.

7. La vetrina prima del sito: la scheda Google

Cerca il nome della tua struttura su Google dal telefono e guarda la scheda che compare a destra: foto, informazioni aggiornate, e soprattutto se c'è un link diretto al tuo sito.

Per moltissimi ospiti quella scheda è il primo posto in cui ti vedono, prima ancora del sito. Se è incompleta, o se manda solo ai portali, il traffico diretto non parte proprio: perdi la prenotazione un passo prima della porta di casa tua.

Non è il sito, ed è la cosa più veloce di tutte: la scheda è gratuita e si sistema in mezz'ora dal profilo della tua attività. Falla comunque, prima di spendere un euro sul resto.

Rifare o sistemare: come si leggono le risposte

Rileggi i sette controlli e conta. Se i problemi che hai trovato sono di prezzo, foto, motivo per prenotare, scheda Google — o un motore di prenotazione da aggiungere — il sito non va rifatto: va sistemato, e spesso con una spesa molto minore di un sito nuovo.

Il segnale che conviene davvero ricostruire arriva quando a puntare nella stessa direzione sono i controlli strutturali: il sito non regge il telefono, non regge più lingue senza diventare ingestibile, non può ospitare un motore di prenotazione moderno. Quando sono due o tre di questi insieme, mettere pezze costa più che ripartire, e ogni riparazione ne apre un'altra.

Se il verdetto è «rifare», vale la pena dirlo senza giri di parole: un sito di dieci pagine non descrive un lavoro, descrive un contenitore. Chi l'ha fatto anni fa rispondeva a un bisogno diverso — esserci — non a questo, che è vendere. Non è colpa di nessuno: è cambiato quello che a un sito si chiede.

Quanto stai lasciando ai portali, intanto

Mentre decidi, un numero aiuta a dare il giusto peso alla cosa: quanto ti costa oggi il canale dei portali, e quanto recupereresti spostando una parte delle prenotazioni sul diretto. Metti i tuoi dati qui sotto — il conto lo fa lo strumento, senza chiederti l'email.

Quante camere hai in totale

Media su tutto l’anno, bassa stagione inclusa

%

Quanto sono piene le camere sull’anno

%

Booking, Expedia, Airbnb e simili

%

In genere fra il 15% e il 20%

Quanto lasci alle OTA in un anno

67.759 €

Sono 5647 € al mese, l’incasso di 565 notti vendute alla tua tariffa media.


Se sposti sul canale diretto…

  • il 10% di quelle prenotazioni+6776 €
  • il 20% di quelle prenotazioni+13.552 €
  • il 30% di quelle prenotazioni+20.328 €

Recuperati ogni anno, non una volta sola.

Come recuperarne una parte

I valori di partenza sono un esempio realistico: cambiali con i tuoi e il conto si rifà da solo. Non viene salvato né inviato niente.

Quel numero è anche il modo giusto per leggere il costo di un sito. Per una struttura il riferimento è la versione a due lingue, intorno ai 790 – 1.090 € al mese; il motore di prenotazione e il channel manager hanno canoni propri verso i loro fornitori, da mettere in conto a parte. Il ragionamento completo sui prezzi è in quanto costa un sito web, e due esempi reali di come è andata sono nei casi di Hotel Punta Scario e Residence Celeste.

Da dove partire

Fai i sette controlli. Se quasi tutti finiscono nella colonna «si sistema», hai risparmiato il costo di un sito nuovo scoprendo che non ti serviva. Se finiscono nella colonna «rifare», ora sai perché — e non è più una scommessa.

Se preferisci una risposta prima di decidere, c'è il check-up digitale: costa 1.250 €, guardo il sito che hai adesso, i tuoi numeri e le strutture con cui ti confronti, e ti lascio un documento con le cose da fare in ordine di impatto. Se poi si parte con i lavori, il 50% viene scalato dal preventivo.

Altrimenti scrivimi e dimmi in quale delle due metà sei finito: se non arriva nessuno, o se arrivano e non prenotano. Da lì si capisce quasi tutto.

Domande frequenti

Perché nessuno prenota sul sito del mio hotel?

I motivi sono due mondi diversi: o non arriva abbastanza gente sul sito, o arriva e se ne va senza prenotare. Nel primo caso il problema è la visibilità; nel secondo è il percorso di prenotazione, il prezzo o le foto. Il primo controllo serve proprio a capire in quale dei due sei, perché la soluzione cambia del tutto.

Come capisco se il problema è che non arriva nessuno o che arrivano e non prenotano?

Con due strumenti gratuiti di Google, Search Console e Analytics (GA4): ti dicono quante persone entrano sul sito in un mese. Poche visite significa problema di visibilità; molte visite e zero prenotazioni significa problema di conversione. Sono due cantieri diversi, e confonderli è il modo più veloce per spendere male.

Se sul mio sito la tariffa è uguale a Booking, perché uno dovrebbe prenotare da me?

Non lo farebbe, e avrebbe ragione: a parità di prezzo sceglie il portale che conosce già. Dal 2017 la legge italiana ti lascia libero di offrire una condizione migliore sul tuo sito. Non serve uno sconto in euro: basta un motivo concreto, come una cancellazione più comoda o la camera migliore a parità di tariffa.

Il sito deve avere un motore di prenotazione o basta un modulo di richiesta?

Un modulo che chiede di aspettare la tua risposta non è una prenotazione: nel frattempo la persona va sul portale, dove conferma subito. Per avere prenotazioni dirette serve poter scegliere le date, vedere il prezzo e confermare in pochi tocchi dal telefono. Il motore di prenotazione quasi sempre si aggiunge al sito che hai già.

Mi conviene rifare il sito da zero o sistemare quello che ho?

Dipende dai controlli, non dall'istinto. Prezzo, foto, motore di prenotazione e scheda Google quasi sempre si sistemano su quello che hai. Il segnale che conviene rifarlo arriva quando il sito è così vecchio da non reggere il cellulare, più lingue o un motore di prenotazione senza rompersi a ogni intervento.

Quanto costa rifare il sito di un hotel?

Per una struttura serve almeno il bilingue: la fascia di riferimento è intorno a 790 – 1.090 € al mese, con motore di prenotazione e channel manager che hanno canoni propri a parte. Ma prima di decidere se rifarlo conviene un check-up: si guardano sito, numeri e concorrenti e si mette in fila cosa fare in ordine di impatto.

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