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Sito web multilingua: quando conviene e cosa cambia davvero

Un mappamondo colorato su una scrivania, con un laptop dallo schermo spento e una lampada accesa sullo sfondo
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"Il tuo sito dovrebbe essere anche in inglese?" È una domanda che sento spesso, di solito subito dopo aver deciso tutto il resto del sito, quasi come un'aggiunta ovvia. Non lo è: aggiungere una lingua cambia il progetto più di quanto sembri da fuori, non tanto all'inizio quanto per tutta la vita del sito.

A chi serve davvero, e a chi no

Un sito multilingua ha senso quando esiste già, o si vuole costruire davvero, un pubblico che non parla italiano: clienti stranieri che arrivano per raccomandazione o fiera, un mercato all'estero verso cui si vuole vendere, ospiti internazionali per chi lavora nell'ospitalità. In quest'ultimo caso il discorso è diverso da qualunque altro settore: per un hotel o una struttura ricettiva il multilingua non è una scelta, è la base, e ne ho scritto nel dettaglio a parte.

Per tutti gli altri, la domanda giusta non è "potrebbe servire" ma "arrivano già richieste, contatti, ricerche in un'altra lingua". Se la risposta è no, e non c'è un piano concreto per cambiarla, una seconda lingua aggiunge lavoro senza aggiungere quasi nessuno che lo leggerà.

Un e-commerce che spedisce già all'estero, uno studio professionale con clienti internazionali, un'azienda che esporta: sono i casi in cui il pubblico straniero non è un'ipotesi, esiste già, e il sito è l'unico posto dove quel pubblico non trova ancora la sua lingua mentre la trova ovunque altrove, dalla fattura alla telefonata.

Un segnale da controllare prima di decidere

Prima di aggiungere una lingua, vale la pena guardare cosa succede già, non immaginarlo. Messaggi arrivati in un'altra lingua nel modulo di contatto o nella posta, ordini spediti fuori Italia, richieste di preventivo che arrivano da un numero estero: sono segnali concreti, e dicono più di un'intuizione su quanto davvero conviene investirci. Se questi segnali non esistono ancora, il problema da risolvere è trovare quel pubblico, non tradurre un sito che nessuno straniero sta ancora cercando.

Cosa cambia, e non finisce con la traduzione

Il costo che si vede subito è tradurre quello che il sito ha già. Quello che non si vede, e pesa di più nel tempo, è che da quel momento ogni pagina esiste due volte, non una: un nuovo servizio, un prezzo aggiornato, un articolo di blog, un semplice cambio di orario, vanno scritti e aggiornati in ogni lingua attiva. Se una lingua non riceve lo stesso aggiornamento dell'altra, il sito comincia a raccontare due versioni diverse della stessa attività, e chi lo nota, un cliente che confronta le due pagine, o semplicemente Google che le indicizza entrambe, lo percepisce come un sito lasciato a metà, non come un dettaglio da poco.

Il dato che pesa nella scelta

Non è solo una questione di comodità per chi legge. CSA Research, una società di ricerca specializzata in servizi linguistici, ha misurato nel 2020 su un campione di 8.709 consumatori in 29 paesi che il 76% preferisce acquistare quando le informazioni sono nella propria lingua, e il 40% dichiara di non comprare mai da un sito in una lingua diversa dalla propria. Sono dati globali e hanno sei anni, non uno studio sull'Italia né una fotografia di oggi, ma il meccanismo che descrivono, chi non trova la sua lingua esita o rinuncia, resta il motivo di fondo per cui il multilingua conta davvero quando il pubblico straniero esiste per davvero.

Quante lingue, non tutte

Da qui segue una scelta pratica: le lingue da attivare sono quelle di chi scrive o compra già, non un elenco lungo quanto le bandiere del mondo. Due lingue ben mantenute valgono più di cinque lasciate indietro dopo il primo aggiornamento. Se non è chiaro da dove arrivano davvero le richieste in un'altra lingua, vale la pena guardare le statistiche del sito prima di deciderlo a occhio.

Da cosa dipende il costo

Quanto costa rendere multilingua un sito dipende da tre cose: quante lingue, quante pagine, e se basta una traduzione o serve anche una revisione professionale sul testo finale. Non è una cifra fissa, ed è per questo che si valuta sul caso: scrivimi e raccontami a chi si rivolge oggi il tuo sito, e in quale lingua ti arrivano già le richieste che non riesci a soddisfare del tutto.

Domande frequenti

Quando conviene avere un sito web in più lingue?

Quando esiste già, o si vuole costruire davvero, un pubblico che non legge l'italiano: clienti stranieri abituali, un mercato estero a cui vendere, ospiti internazionali per chi lavora nell'ospitalità, dove il multilingua non è un'opzione ma la base. Se oggi non arrivano richieste o ricerche in un'altra lingua, e non c'è un piano concreto per procurarle, una seconda lingua aggiunge lavoro di manutenzione senza aggiungere quasi nessuno che la legga.

Cosa cambia davvero rispetto a un sito in una sola lingua, oltre alla traduzione iniziale?

Il costo che si vede subito è tradurre i contenuti che il sito ha già. Quello che pesa nel tempo è che da quel momento ogni pagina esiste in più versioni: un servizio nuovo, un prezzo aggiornato, un articolo di blog, perfino un semplice cambio di orario vanno aggiornati in ogni lingua attiva. Se una lingua resta indietro rispetto all'altra, il sito comincia a raccontare due versioni diverse della stessa attività, e si vede.

È vero che chi non trova la sua lingua non compra?

È quello che ha misurato CSA Research, una società di ricerca specializzata in servizi linguistici, in uno studio del 2020 su 8.709 consumatori in 29 paesi: il 76% preferisce comprare quando le informazioni sono nella propria lingua, e il 40% dichiara di non comprare mai da un sito in una lingua diversa dalla propria. Sono dati globali di sei anni fa, non una misura sull'Italia di oggi, ma il meccanismo che descrivono resta lo stesso: chi non capisce bene quello che legge esita, o rinuncia.

Quante lingue conviene attivare su un sito aziendale?

Quelle di chi scrive o compra già, non un elenco lungo quanto le lingue del mondo. Due lingue mantenute con cura valgono più di cinque lasciate indietro dopo il primo aggiornamento. Se non è chiaro da dove arrivano davvero le richieste in un'altra lingua, conviene guardare le statistiche del sito prima di deciderlo a occhio.

Quanto costa rendere un sito multilingua?

Dipende da tre cose: quante lingue, quante pagine da tradurre, e se basta una traduzione o serve anche una revisione professionale sul testo finale. Non è una cifra fissa che vale per ogni sito: si valuta sul caso specifico, guardando quanto contenuto c'è oggi e quanto se ne aggiunge nel tempo.

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