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Rimuovere una recensione falsa da Google: la procedura e i suoi limiti

Un clic, e Google ti mostrerà i miei articoli più spesso fra i tuoi risultati.
Si segnala dalla scheda Leggi recensioni del profilo dell'attività su Google, scegliendo un motivo fra quelli previsti dalle norme: la recensione, però, resta online se non viola una regola precisa, anche quando è ingiusta. Se Google rifiuta e il contenuto è davvero falso, in Italia resta una strada concreta: un ricorso d'urgenza in tribunale, che in almeno un caso ha già ordinato la rimozione dopo un primo no di Google.
Come si segnala una recensione a Google
Dal profilo dell'attività su business.google.com, si apre la sezione Leggi recensioni, si seleziona Segnala accanto alla recensione da contestare, si sceglie il motivo fra quelli proposti (per esempio spam o linguaggio volgare) e si invia la segnalazione. Le attività registrate in un paese dello Spazio Economico Europeo hanno in più lo strumento di gestione delle recensioni, che permette di segnalare anche recensioni di terze parti, non solo quelle lasciate direttamente sulla propria scheda (fonte: Google, Rimuovere le recensioni dal tuo profilo su Google, consultata l'8 novembre 2026).
Chi non gestisce l'attività può comunque segnalare una recensione, per esempio da Google Maps: nella sezione Recensioni basta toccare i tre puntini accanto al testo e scegliere un motivo. È il percorso aperto a chiunque legga una recensione palesemente scorretta, non solo al titolare.
Cosa fa scattare una violazione, e cosa resta online anche se è sgradita
Google applica alle recensioni le stesse norme sui contenuti vietati e con limitazioni che valgono per foto, video e post sul profilo (fonte: Google, Panoramica delle norme del Profilo dell'attività, consultata l'8 novembre 2026). Il punto che separa i due casi non è quanto la recensione è dura, ma se racconta un'esperienza realmente avvenuta.
| Tipo di recensione | Si può segnalare a Google |
|---|---|
| Scritta da chi non risulta mai stato cliente (coinvolgimento fasullo) | Sì |
| Pubblicata dietro pagamento o in cambio di uno sconto | Sì |
| Parla di un servizio o un prodotto che l'attività non offre (fuori tema) | Sì |
| Accusa, senza prove, un reato o una condotta scorretta | Sì |
| Negativa ma basata su un'esperienza reale, anche raccontata con durezza | No |
| Esprime un giudizio personale sgradito, senza fatti falsi | No |
La fonte ufficiale (fonte: Google, Norme sui contenuti vietati e con limitazioni, consultata l'8 novembre 2026) elenca queste categorie fra le altre: il coinvolgimento fasullo, cioè contenuti non basati su un'esperienza reale o recensioni incentivate; il furto d'identità, quando il profilo di chi scrive finge di essere qualcun altro; i contenuti fuori tema, ammessi solo se parlano di un'esperienza in quella specifica attività; e i contenuti offensivi, che vietano le accuse infondate di comportamenti illeciti pur lasciando spazio alle critiche negative rispettose. Quando un'attività risulta aver pagato o incentivato recensioni in modo sistematico, Google può anche limitare il profilo stesso, per esempio bloccando temporaneamente nuove recensioni, oltre a rimuovere quelle non conformi (fonte: Google, Restrizioni del profilo per violazione delle norme, consultata l'8 novembre 2026).
Cosa succede dopo la segnalazione: tempi, stati e ricorso
La pagina ufficiale indica che l'esame richiede di norma diversi giorni, senza fissare un termine preciso. Nello strumento di gestione delle recensioni la segnalazione può comparire in tre stati: in attesa di decisione, segnalazione esaminata senza violazione delle norme, oppure riassegnata, con l'invito a controllare l'email per gli aggiornamenti.
Se la prima segnalazione non porta alla rimozione, è possibile presentare un ricorso una tantum, selezionando fino a dieci recensioni alla volta e compilando un modulo dedicato. L'esito arriva via email: se il ricorso conferma la violazione, la recensione viene rimossa; se risulta conforme alle norme, resta pubblicata (fonte: Google, Rimuovere le recensioni dal tuo profilo su Google, citata sopra). Dopo quel passaggio, dentro la piattaforma non resta altro da fare.
Quando Google dice no: la via legale che resta
Dal 2024 la responsabilità delle piattaforme che ospitano contenuti pubblicati da altri, Google compresa, segue il Regolamento europeo sui servizi digitali (DSA): l'articolo 6 esenta l'hosting provider dalla responsabilità per ciò che pubblicano gli utenti finché non ne ha una conoscenza effettiva, e la obbliga ad agire con tempestività una volta che quella conoscenza c'è. In Italia, il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 50 ha abrogato le vecchie norme del 2003 sullo stesso tema, proprio per allinearle al regolamento europeo (fonte: EUR-Lex, Regolamento UE 2022/2065, consultato l'8 novembre 2026). È anche per questo che una diffida scritta, prima di arrivare in tribunale, non è un passaggio puramente formale: è l'atto che mette nero su bianco la conoscenza del contenuto illecito da cui parte l'obbligo di agire.
Quando la diffida non basta, in Italia è già successo che un tribunale intervenisse al posto di Google. Nel novembre 2022 il Tribunale di Genova, con un ricorso d'urgenza accolto senza prima sentire Google, ha ordinato la rimozione di alcune recensioni false contro un ristorante genovese e il ripristino del punteggio precedente, dopo che Google aveva respinto la richiesta diretta ritenendo le recensioni conformi alle proprie linee guida. Nel provvedimento, come riportato dal quotidiano Il Giorno, il comportamento di Google viene definito illegittimo e potenzialmente foriero di danni risarcibili, proprio per non essersi attivata dopo una richiesta stragiudiziale. Anche la Regione Liguria, tramite l'assessore al Turismo, aveva scritto a Google Italia chiedendo una verifica alcuni mesi prima (fonte: Il Giorno, false recensioni Google condannata, consultata l'8 novembre 2026).
Resta un equilibrio che vale in entrambe le direzioni. Una recensione che riporta fatti falsi può costituire diffamazione secondo l'articolo 595 del codice penale, con diritto al risarcimento secondo l'articolo 2043 del codice civile, ma solo quando racconta fatti non veri, non quando esprime un giudizio severo basato su un'esperienza reale: la critica, anche dura, resta lecita. Vale anche al contrario, per chi scrive una recensione sapendo che è falsa: nel gennaio 2025 un tribunale ha condannato per diffamazione la cliente di un ristorante per una recensione pubblicata su TripAdvisor e ritenuta non veritiera (fonte: Il Fatto Quotidiano, ristorante, recensione negativa TripAdvisor, diffamazione, consultata l'8 novembre 2026). In entrambi i casi, chi chiede un risarcimento deve comunque provare il danno concreto che ha subito: non basta che la recensione sia stata pubblicata.
Le recensioni, oltre alla reputazione, pesano anche sulla visibilità: contano fra i fattori che decidono il posizionamento su Google Maps, quindi una recensione falsa non segnalata danneggia due volte. Se invece il tema è dove mostrare sul proprio sito le recensioni sincere, raccolte altrove, ne scrivo in recensioni aziendali sul sito: dove metterle.
Se vuoi un parere su una recensione specifica, o più in generale su come la tua attività sta gestendo la propria reputazione online, il check-up digitale guarda anche a questo. Altrimenti scrivimi e vediamo insieme la situazione.