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Hosting per sito web: quanto costa davvero, e cosa deve includere

Chi cerca «hosting per sito web» è quasi sempre in una di due situazioni, ed è la prima cosa da chiarire prima di continuare: o il sito te lo sta facendo qualcun altro e ti stai chiedendo se l'hosting è già compreso nel prezzo, oppure te lo gestisci da solo e tocca a te sceglierlo.
Sono due domande diverse, con due risposte diverse. Qui provo a tenerle separate, con i prezzi veri di un fornitore che ho verificato oggi, 28 luglio 2026, e non un ordine di grandezza generico preso in prestito da qualche guida.
Cos'è l'hosting, senza il tecnicismo
Il dominio è l'indirizzo. L'hosting è lo spazio dove vivono davvero i file del tuo sito, le pagine, le immagini, il database se il sito ne usa uno. Senza hosting il dominio esiste ma non porta da nessuna parte: è un cartello stradale che punta verso un terreno vuoto.
Oggi, in pratica, quando compri hosting compri quasi sempre anche altro insieme allo spazio: il certificato di sicurezza che fa comparire il lucchetto nel browser, i backup automatici, e un livello di assistenza. Sono voci che un tempo si vendevano separate e che il mercato ha smesso di far pagare a parte, quindi vale la pena controllare se il piano che stai guardando le include davvero o se restano fuori.
Il numero che vedi al primo mese, e quello che paghi dal secondo
Qui uso SiteGround come esempio concreto, perché è il fornitore che ho verificato e perché pubblica entrambi i numeri sulla stessa pagina, cosa che non tutti fanno con la stessa chiarezza. Ho consultato la pagina ufficiale oggi, 28 luglio 2026.
| Piano | Primo periodo | Dal rinnovo | Spazio | Siti |
|---|---|---|---|---|
| StartUp | 2,99 €/mese | 15,99 €/mese | 10 GB | 1 sito |
| GrowBig | 5,49 €/mese | 27,99 €/mese | 50 GB | illimitati |
| GoGeek | 8,49 €/mese | 39,99 €/mese | 100 GB | illimitati |
Il rapporto fra il primo prezzo e quello di rinnovo va da circa 4,7 volte (GoGeek) a circa 5,3 volte (StartUp). Due precisazioni, verificate sulla stessa pagina: i prezzi sono IVA esclusa e presuppongono un pagamento anticipato di 12 mesi, non un addebito mensile puro, che su questo come su altri fornitori costa sensibilmente di più.
Non è un tratto specifico di SiteGround: è come funziona gran parte del mercato dell'hosting condiviso, dove le offerte di ingresso restano quasi sempre nella fascia di pochi euro al mese e i rinnovi si spostano su cifre a doppia cifra, in genere fra 10 e 40 € al mese secondo lo spazio e i servizi compresi. Il meccanismo è lo stesso motivo per cui in un supermercato il prodotto civetta sta in vetrina e il prezzo pieno sta sullo scontrino: non è scorretto se è scritto in chiaro, come nel caso che ho controllato qui. Il problema nasce quando si firma un anno intero avendo letto solo il primo numero.
Quando ha senso cambiare hosting, non solo sceglierlo
Non parti sempre da zero. Se hai già un sito e il fornitore attuale ti sta dando problemi, lentezza, assistenza che non risponde, un rinnovo arrivato più caro del previsto, il punto non è solo trovarne uno migliore: è capire quanto costa spostarsi. È una domanda legittima, e vale la pena farla prima di decidere di restare per inerzia.
Nel caso di SiteGround, verificato oggi: il trasferimento del primo sito da un altro fornitore è gratuito, e per i siti WordPress esiste uno strumento di migrazione automatica pensato per farlo senza interrompere il sito durante il passaggio. Non è una caratteristica esclusiva del settore, ma è una voce da controllare prima di cambiare fornitore con qualunque opzione stai valutando: se la migrazione costa quanto un anno di hosting, il conto cambia.
Cosa deve avere un hosting per un sito che rappresenta un'attività
Non tutte le voci contano allo stesso modo. Queste sono quelle che, se mancano, si pagano più avanti in un modo o nell'altro:
Backup automatici, con uno storico di più di qualche giorno. Se il sito si rompe, viene violato o cancelli qualcosa per sbaglio, il backup è l'unico modo per tornare indietro senza ricostruire da zero.
Certificato di sicurezza compreso, non da comprare a parte. Oggi è uno standard: se un piano lo fa pagare extra, è un segnale che vale la pena notare.
Assistenza raggiungibile davvero, non solo un modulo da compilare e aspettare. Un sito fermo un pomeriggio durante una promozione costa più del canone dell'hosting per un anno intero.
Capacità adeguata al traffico che ti aspetti. Non serve la capacità massima sul mercato: serve quella giusta per le persone che visitano davvero il tuo sito. Un piano pensato per un sito personale, con poche migliaia di visite al mese, non regge lo stesso carico di uno pensato per un sito aziendale con traffico più costante.
Garanzia di rimborso nei primi giorni. Se il fornitore non la offre, è un dato da tenere in conto: significa che il rischio di una scelta sbagliata resta tutto tuo.
Una cosa che invece quasi certamente non ti serve, per un sito aziendale normale, sono le formule più potenti e più tecniche che vedrai comparire nello stesso listino, server dedicati o macchine virtuali riservate solo a te. Servono quando un sito ha già un traffico importante e regolare o esigenze particolari di configurazione: per un sito vetrina o un sito aziendale di poche decine di pagine, un piano condiviso o gestito come quelli visti sopra è più che sufficiente, e pagare di più per una capacità che non userai non rende il sito né più veloce né più sicuro.
Se il sito te lo fa un professionista
Qui la domanda cambia. Se hai scelto una formula a canone che include l'infrastruttura, dominio, hosting, certificato e backup sono già compresi e non ti arrivano come rinnovi separati da pagare a un secondo fornitore: è quello che offro anch'io nel mio servizio sito web, canone da 590 a 890 €/mese. Se invece hai comprato un sito una tantum, quelle voci restano fuori dal prezzo del progetto e tornano ogni anno, a carico tuo: è uno dei conti che ho messo per esteso in quanto costa un sito web, con le fasce di mercato di dominio e hosting quando si comprano separatamente.
In entrambi i casi, prima di cercare un hosting per conto tuo vale la pena controllare cosa dice per iscritto il contratto che hai già: potresti scoprire che il problema non è trovarne uno, ma che quello che hai già lo stai pagando due volte.
Se lo gestisci da solo
Se invece il sito lo gestisci tu, in prima persona, o lo fai gestire a chi non si occupa anche dell'infrastruttura, la scelta dell'hosting è davvero tua. Qui la lista di sopra torna utile come metro di paragone: cerca un piano che abbia dentro tutte quelle voci, non solo lo spazio disco al prezzo più basso che trovi.
Su questo, consiglio SiteGround: verificato oggi, i tre piani hanno tutti compresi dominio gratuito per il primo anno, certificato di sicurezza, backup giornalieri, trasferimento gratuito del primo sito da un altro fornitore, email professionali senza limite di account sul tuo dominio e assistenza 24 ore su 24. È un hosting gestito, quindi gli aggiornamenti di sicurezza e la manutenzione tecnica restano a carico loro, non tuo: è la ragione principale per cui lo consiglio a chi non vuole fare anche l'amministratore di sistema. C'è una garanzia di rimborso di 30 giorni, utile per verificare che il piano scelto vada bene prima di restare vincolato all'anno.
Guarda i piani hosting di SiteGroundIl piano StartUp, con 1 sito e 10 GB, basta per un sito vetrina o per un blog che parte. GrowBig, con siti illimitati e 50 GB, è il piano che SiteGround indica come il più scelto e ha senso se prevedi di aggiungere un secondo sito o se il tuo cresce nel tempo. GoGeek, con 100 GB, serve solo se hai già un traffico consistente o più siti pesanti da gestire insieme: per la maggior parte dei siti di una piccola attività è più capacità di quanta ne serva davvero, e in quel caso il piano di mezzo resta la scelta più equilibrata.
Un dettaglio da controllare comunque, qui come su qualunque fornitore prima di firmare: il prezzo del rinnovo che hai visto in tabella sopra, e se il pagamento richiesto è annuale o davvero mensile. La pagina dei piani mostra entrambi i numeri sulla stessa schermata, che è esattamente il punto di partenza per decidere senza sorprese al secondo anno.
Il conto pratico
Se scegli il piano StartUp, il primo anno paghi circa 36 € (2,99 € al mese per 12 mesi, IVA esclusa), e dal secondo passi a circa 192 € l'anno (15,99 € al mese). È un salto reale, ma resta comunque una cifra piccola rispetto al costo di un sito fermo per un pomeriggio durante il periodo di maggiore traffico dell'anno. Il conto giusto da fare non è «qual è l'hosting più economico», ma «cosa mi costa se quello che scelgo non regge quando serve di più».
Da dove partire
Se il tuo sito lo gestisci da solo, guarda prima cosa hai già: se manca anche una sola delle voci di sopra, backup, certificato compreso, assistenza vera, è lì che vale la pena cambiare, non necessariamente sul prezzo.
Se invece preferisci non pensarci più, e che dominio, hosting, certificato e backup restino compresi in un unico canone senza doverli seguire da un fornitore diverso ogni volta che scadono, scrivimi e ne parliamo. Trovi i numeri completi del mio servizio in quanto costa un sito web.