ApprofondimentiGuide
Commissioni Booking e Airbnb: chi pubblica il numero, e chi no

Chi confronta Booking e Airbnb cerca quasi sempre la stessa cosa: quale dei due costa di meno. È la domanda sbagliata da fare per prima, perché le due piattaforme non si confrontano nello stesso modo: una la percentuale la nasconde, l'altra la mette in chiaro. Prima di guardare i numeri, vale la pena guardare questo.
Booking.com non pubblica la sua commissione
La pagina ufficiale per i partner, «Understanding our commission», non contiene nessuna percentuale né un intervallo generale. Dice, testualmente, che la commissione dipende dal paese, dal tipo di struttura e dall'accordo firmato all'adesione, e rimanda chi vuole sapere la propria a due posti: il proprio contratto (i General Delivery Terms) o la scheda Finance dell'Extranet, sotto «Reservation statements» (fonte: partner.booking.com, sezione commissione per i partner, consultata il 1° agosto 2026).
Gli stessi General Delivery Terms, pubblici, non fanno che rimandare a loro volta: la clausola sulla commissione parla della «percentuale di commissione come indicata nell'Accordo», senza scrivere un numero.
Questo significa che le cifre che si trovano online, «15%», «18%», «dal 10% al 25%», non vengono da Booking: vengono da blog di settore, agenzie, guide per host, che stimano una media di mercato. Non sono inventate, ma non sono nemmeno il dato ufficiale: sono una stima di terzi su un numero che Booking non pubblica per nessuno.
Un dettaglio che riguarda cosa paghi davvero: la commissione si calcola sull'importo totale versato dall'ospite, tariffa della camera più eventuali costi aggiuntivi che applichi tu (pulizie, servizi), ed è a tuo carico: l'ospite non vede una fee separata, il prezzo che gli mostri è quello che paga. Se in fattura trovi una percentuale più alta di quella nel tuo contratto base, la causa più comune è l'adesione a un programma opzionale come il Preferred Partner Program o il Visibility Booster, che aggiungono una commissione ulteriore: anche qui, Booking non dichiara pubblicamente di quanto.
Airbnb pubblica due modelli, con percentuali precise
Airbnb funziona all'opposto: le percentuali sono scritte, nero su bianco, nel suo Help Center.
Modello a due fee (split-fee): l'host paga una service fee del 3% (4% per gli annunci in Brasile e Messico), e l'ospite paga separatamente una fee che va dal 14,1% al 16,5% del subtotale della prenotazione, con la percentuale più alta per le prenotazioni in valuta diversa da quella dell'host.
Modello a fee unica (tutto a carico dell'host, l'ospite non vede nessuna fee aggiuntiva): la maggior parte degli host paga il 15,5%, il resto tipicamente fra il 14% e il 16%, il 16% per Brasile e Messico.
La parte che riguarda direttamente chi gestisce un hotel è questa, dichiarata esplicitamente da Airbnb: il modello a fee unica è obbligatorio, non a scelta, per «le strutture di ospitalità tradizionale come hotel e serviced apartment», per chi usa un software di gestione della struttura, e per gli host nei paesi già passati al nuovo modello secondo il calendario di adozione (fonte: Airbnb Help Center, «Airbnb service fees», consultato il 1° agosto 2026).
Ed è un modello in scadenza per tutti gli altri: Airbnb ha fissato il 15 settembre 2026 come data di passaggio per gli host fuori dallo Spazio Economico Europeo, e il 13 ottobre 2026 per host in SEE e Svizzera. Da quelle date il modello a due fee smette di esistere ovunque, non solo per hotel e utenti di gestionali (fonte: Airbnb Resource Center, «Simplifying service fees on Airbnb», consultato il 1° agosto 2026).
Per un hotel, il confronto è già deciso su un punto
Se gestisci un hotel o un serviced apartment, il modello a due fee non ti riguarda già più: rientri fra le categorie per cui Airbnb impone la fee unica. Il che significa che, strutturalmente, la commissione Airbnb funziona esattamente come quella di Booking: tutta a tuo carico, invisibile nel prezzo che l'ospite vede.
La differenza vera, allora, non è più «chi fa pagare l'ospite»: è chi ti dice il numero. Airbnb te lo scrive prima di firmare qualsiasi cosa: 15,5% è la cifra che paga la maggior parte degli host, punto. Booking te lo consegna dentro un contratto che devi aprire, o in una scheda dell'Extranet che devi andare a controllare.
I due modelli, in tabella
| Booking.com | Airbnb, modello a carico host (obbligatorio per hotel) | |
|---|---|---|
| Percentuale pubblicata da chi la applica | Nessuna: dipende da contratto, paese, tipo struttura | Sì: tipicamente 15,5% (14-16% il resto, 16% Brasile/Messico) |
| Chi paga | Solo la struttura | Solo la struttura |
| Dove trovi il tuo numero reale | Contratto (General Delivery Terms) o Extranet, scheda Finance | Dashboard host Airbnb |
| Programmi che possono aumentarla | Preferred Partner Program, Visibility Booster (entità non dichiarata) | nessuno |
Da dove partire
Due controlli concreti, non un confronto teorico. Su Booking: apri la scheda Finance del tuo Extranet, o il tuo contratto, e leggi la percentuale reale che ti applicano, quella scritta lì e non la media che gira online. Su Airbnb: verifica dalla dashboard host quale modello ti sta applicando oggi, perché se gestisci un hotel probabilmente sei già sulla fee unica, o ci passerai entro l'autunno 2026 comunque.
Il calcolatore delle commissioni OTA fa il conto in trenta secondi una volta che hai il tuo numero reale, non una stima di mercato. E se stai valutando quanto ti conviene spostare quote di prenotazioni sul canale diretto, il ragionamento sul differenziale sostenibile è nell'articolo su prezzo più basso sul sito e legge, mentre il conto su quante prenotazioni dirette servono per ripagare il sito è in prenotazioni dirette: quante ne servono.
Se vuoi che qualcuno guardi il conto completo sulla tua struttura, commissioni comprese, c'è il check-up digitale. Altrimenti scrivimi: dimmi su quali canali vendi e quanto pesano oggi, e ti dico dove guardare per primo.