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Software gestionale per hotel: cosa deve fare per legge, prima delle funzioni commerciali

Chi digita «software gestionale per hotel» sta quasi sempre confrontando due o tre prodotti concorrenti: prezzo, moduli, integrazione col booking engine. È la domanda giusta, ma parte un passo troppo avanti. Prima di guardare le funzioni commerciali, un gestionale per una struttura italiana deve fare due cose che non sono negoziabili e che quasi nessun confronto fra prodotti nomina per nome, perché non sono funzioni: sono obblighi di legge.
Le due cose che deve fare, prima del resto
Comunicare gli ospiti alla Questura entro 24 ore
Chi gestisce una struttura ricettiva in Italia, indipendentemente dalla dimensione, è tenuto dall'articolo 109 del TULPS a comunicare i dati anagrafici di ogni ospite alla Questura competente entro le ventiquattro ore successive all'arrivo, ridotte a sei ore per i soggiorni che non superano le ventiquattro ore. Oggi il canale con cui si assolve l'obbligo è il portale Alloggiati Web.
Non è un dettaglio amministrativo da poco: l'omissione, il ritardo o una comunicazione falsa non sono un illecito amministrativo, sono un reato. L'articolo 17 del TULPS, che sanziona le violazioni del testo unico prive di una pena propria, prevede l'arresto fino a tre mesi o l'ammenda fino a 206 euro. La cifra non è alta, ma resta un procedimento penale, non una multa che si paga e si archivia.
Un gestionale non è obbligato per legge a fare questo invio al posto tuo: l'obbligo è tuo, come gestore. Ma è esattamente il tipo di adempimento ripetitivo, quotidiano, con un termine stretto, che un software esiste per assorbire, e infatti quasi tutti i gestionali pensati per il mercato italiano lo automatizzano, generando e trasmettendo le schedine dal proprio archivio ospiti invece di farti riaprire un secondo portale ogni sera. È una verifica da fare prima di firmare, non una funzione che si può dare per scontata identica ovunque: il tempo di generazione, cosa succede se manca un dato nel documento d'identità, e chi se ne accorge se l'invio automatico fallisce sono tre domande che vale la pena fare in demo.
Certificare gli incassi: corrispettivi il più delle volte, fattura solo se richiesta
Per un hotel, il documento di uso quotidiano non è quasi mai la fattura. L'articolo 22 del DPR 633/1972 esenta le prestazioni alberghiere dall'obbligo di fattura quando il cliente non la richiede entro il momento in cui il servizio viene reso, e la maggior parte degli ospiti che paga direttamente in struttura non la chiede: il pernottamento si certifica con i corrispettivi. Dal 1° gennaio 2020 l'obbligo di memorizzare e trasmettere telematicamente i corrispettivi giornalieri, introdotto dall'articolo 2 del decreto legislativo 127 del 2015, riguarda in generale chi opera così, hotel compresi.
La fattura, e quindi la fattura elettronica in vigore dal 1° gennaio 2019 per effetto della Legge di Bilancio 2018, entra in gioco in due casi soltanto: quando è l'ospite a chiederla, tipicamente chi viaggia per lavoro e deve portarla in contabilità, oppure quando a pagare è un'agenzia o un portale, e allora la fattura la emetti verso di loro, non verso chi ha dormito in camera.
Per il gestionale questo si traduce in due funzioni distinte, non una sola: deve gestire i corrispettivi telematici per il grosso degli incassi quotidiani, e deve saper emettere la fattura elettronica, da sé o passandola al software del commercialista, per i casi in cui serve davvero. Un prodotto che sa fare solo la seconda copre il caso meno frequente e lascia scoperto quello di tutti i giorni.
| Obbligo | Norma | Quando si applica | Cosa rischi se manca |
|---|---|---|---|
| Comunicazione ospiti alla Questura | Art. 109 TULPS | Ogni ospite, entro 24 ore dall'arrivo (6 ore se il soggiorno dura meno di 24 ore) | Reato: arresto fino a 3 mesi o ammenda fino a 206 €, art. 17 TULPS |
| Corrispettivi telematici | Art. 2, D.Lgs. 127/2015 | Ogni incasso non fatturato, dal 1° gennaio 2020 | Sanzione amministrativa, con aggravanti in caso di violazioni ripetute |
| Fattura elettronica | Legge di Bilancio 2018, dal 1° gennaio 2019 | Solo su richiesta del cliente, o verso agenzie e OTA | Fattura non valida ai fini fiscali se non transita dal Sistema di Interscambio |
Il resto è impostazione del prodotto, non obbligo
Anagrafica camere, tariffe, calendario disponibilità, reportistica sugli arrivi: sono il cuore di ogni gestionale, e su questo i prodotti si differenziano davvero, ma sono impostazione del prodotto, non un vincolo di legge da controllare in demo. Il collegamento con booking engine e channel manager, che con il gestionale spesso viaggia sullo stesso abbonamento e a volte no, l'ho già scomposto voce per voce in quanto costa il sito di un hotel: lì trovi anche perché sito, motore di prenotazione, channel manager e gestionale sono quasi sempre quattro contratti diversi, con quattro fatture diverse, anche quando sembrano un pacchetto solo.
Su queste funzioni commerciali, le domande da fare in demo sono le stesse che faresti per qualunque software in abbonamento, e vale la pena scriverle prima di prenotare la prima chiamata con un fornitore:
- Chi carica tariffe e disponibilità il giorno prima di un cambio: tu, o l'assistenza del fornitore?
- Cosa succede ai dati, prenotazioni comprese, se un giorno cambi gestionale: si esportano, e in che formato?
- Il canone comprende l'assistenza telefonica, o è un servizio a parte?
- Se hai più strutture, il prezzo cresce per struttura, per camera, o è un pacchetto unico?
- Chi risponde quando una prenotazione arrivata dal channel manager non compare nel calendario: il fornitore del gestionale o quello del channel manager?
La quinta è quella che quasi nessuno fa prima di firmare, ed è quella che in alta stagione conta di più.
Quanto costa
Le cifre pubbliche dei fornitori che le pubblicano, con la fonte e la data in cui le ho controllate, stanno in quello stesso articolo: chi tariffa a camera, chi a canone fisso, chi aggiunge una percentuale sul prenotato. Non le ripeto qui perché un prezzo di software cambia, e un articolo che lo cita in due posti diversi rischia di disallinearsi nel tempo in uno dei due. Se stai confrontando preventivi, parti da lì.
Quando lo standard basta, e quando no
Per la grande maggioranza delle strutture uno dei gestionali in commercio basta, ed è la scelta giusta: costa meno, si attiva in settimane e lo aggiorna qualcun altro. Il su misura non è un'alternativa migliore in generale, è la risposta a un caso specifico: un processo che nessun prodotto in commercio copre, e che oggi tieni in piedi a mano, con fogli di calcolo o con due o tre programmi che si parlano male fra loro.
Qualche esempio concreto, per riconoscerlo: una struttura con più immobili gestiti insieme che hanno regole di prezzo e di disponibilità proprie e non standard; un reparto (ristorante, spa, eventi) il cui flusso di lavoro non assomiglia a quello di una singola camera e nessun modulo del PMS lo rappresenta bene; un collegamento con un sistema più vecchio, magari scritto anni fa per la struttura, che nessun prodotto commerciale sa parlare. In questi casi il tempo che spendi ogni settimana per far quadrare a mano quello che il software non fa è il segnale, non un'impressione: se lo stai già facendo, costruire il pezzo mancante costa, ma toglie un lavoro che altrimenti resta per sempre a carico di una persona.
Fuori da questi casi, il su misura non è la risposta a un confronto fra due prodotti standard: è la risposta a un processo che il confronto non contempla nemmeno. Il mio software su misura nasce da lì: analisi del processo prima di scrivere una riga, specifica scritta così sai cosa stai comprando, e collegamento con quello che già usi, gestionale compreso. Non ha un prezzo a listino, perché dipende dal processo che deve coprire, e chi ti dice una cifra prima di averlo visto sta indovinando.
Da dove partire
Se stai scegliendo un gestionale, la lista corta è: verifica prima di tutto l'invio alla Questura e come gestisce corrispettivi e fattura elettronica, non come dettaglio tecnico da dare per scontato; poi confronta le funzioni commerciali con lo stesso metodo con cui confronteresti qualsiasi altro software, prezzo, moduli, assistenza; e tieni il su misura da parte per il giorno, se arriva, in cui ti accorgi che stai lavorando intorno al software invece che con il software.
Se è già quel giorno, scrivimi e descrivimi il processo che nessun prodotto ti copre: si capisce in fretta se è davvero un caso da software su misura o se esiste già un prodotto che semplicemente non hai ancora guardato.