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Quanto costa vendere su Amazon: i costi reali nel 2026

«Quanto costa vendere su Amazon» sembra una domanda con una risposta sola, e invece ne ha tre: quanto costa avere un account venditore, quanto costa ogni vendita che fai, e quanto costa, se scegli di usarla, la Logistica di Amazon. Le cifre qui sotto sono verificate sulle fonti ufficiali, con la data in cui le ho controllate: 26 luglio 2026.
1. Il canone per vendere
Amazon offre due piani, e la scelta fra i due dipende da un solo numero: quanti pezzi vendi al mese.
Il piano Individuale non ha canone fisso: paghi 0,99 € (IVA esclusa) per ogni articolo venduto, oltre alla commissione di categoria. Il piano Professionale costa 39 € (IVA esclusa) al mese, indipendentemente da quanto vendi, e sblocca strumenti che sull'Individuale non ci sono: interfacce di programmazione, report avanzati, pubblicità, promozioni e la possibilità di vendere in categorie riservate.
Amazon stessa indica il criterio di scelta: sotto le 40 vendite al mese conviene l'Individuale, sopra le 40 conviene il Professionale. È aritmetica semplice, non un consiglio commerciale: 40 vendite sull'Individuale sono 39,60 € di commissioni fisse, una cifra che il canone fisso del Professionale supera di poco.
2. La commissione su ogni vendita
Qui inizia la parte che nei conti fatti a occhio si sottovaluta quasi sempre. Ogni vendita, su qualsiasi piano, paga una commissione di segnalazione: una percentuale sul prezzo totale (prodotto più spedizione), diversa per categoria.
Le percentuali vanno da un minimo del 5% (per esempio abbigliamento e accessori fino a 15 €) fino a un massimo del 45% (accessori per dispositivi Amazon). La maggior parte delle categorie sta fra l'8% e il 15%. C'è anche un pavimento: se la percentuale calcolata darebbe un importo più basso, scatta un minimo di 0,30 € per articolo. Su alcune categorie, in più, si applica una commissione di chiusura fissa: per un libro, per esempio, è di 1,01 €.
Dal 15 dicembre 2025 e dal 5 gennaio 2026 Amazon ha ridotto le commissioni in diverse categorie ad alto volume in Europa: abbigliamento e accessori, prodotti per la casa, alimentari, vitamine e integratori, prodotti per animali. Amazon dichiara che, sommando queste riduzioni a quelle sulle tariffe di gestione della Logistica di Amazon, il calo medio è di circa 0,17 € per unità venduta nei mercati europei: è una cifra complessiva sulle due voci insieme, non solo sulla commissione di segnalazione, e va letta così.
3. Se usi Logistica di Amazon (FBA)
Qui la maggior parte delle guide si ferma a «dipende», e in parte è giusto così: il costo di evasione di un ordine dipende da peso e dimensioni del pacco, e la forbice fra un accessorio piccolo e un articolo fuori misura è troppo larga per stare in un numero solo onesto. Per questo Amazon mette a disposizione il Calcolatore dei costi di Logistica di Amazon, dove inserisci le misure del tuo prodotto e ottieni la cifra vera, non una media da blog.
Una voce però ha un numero preciso da dare: lo stoccaggio mensile. Per un prodotto di dimensioni standard che non rientra fra abbigliamento, occhiali, calzature, zaini e borse, la tariffa in Italia (merci non pericolose) è di 27,54 € al metro cubo al mese da gennaio a settembre, e sale a 52,20 € al metro cubo al mese da ottobre a dicembre, il trimestre che porta al Natale. Chi tiene scorte pensando alle feste paga quasi il doppio per lo spazio occupato, ed è il tipo di dettaglio che un preventivo di massima non include mai.
Un aggiornamento recente merita una correzione, perché in giro circola un numero sbagliato: dal 17 aprile 2026 si applica un supplemento dell'1,5% per carburante e logistica sulle tariffe di gestione della Logistica di Amazon, nei principali mercati europei, Italia compresa. Alcuni articoli italiani riportano invece il 3,5%: quella cifra riguarda Stati Uniti e Canada, un annuncio distinto per un mercato diverso. Per l'Europa, fonte ufficiale alla mano, la percentuale è 1,5%.
4. Quanto ti resta davvero
Fai il conto per intero: canone del piano, più commissione di segnalazione su ogni vendita, più, se usi la Logistica di Amazon, evasione e stoccaggio. Su un margine lordo stretto, la somma di queste voci si mangia in fretta quello che resta, ed è per questo che conviene farlo prima di caricare il catalogo, non dopo la prima fattura.
Un margine "tipico" da darti come riferimento non esiste con una fonte affidabile: dipende troppo dalla categoria, dal prezzo medio del prodotto e dal fatto che tu usi o no la Logistica di Amazon. Chi te lo promette con un numero unico sta semplificando più di quanto la realtà lo permetta. Il modo corretto di fare il conto è quello che indica Amazon stessa: il calcolatore dei costi, prodotto per prodotto reale, non su una media.
5. Quando ha senso aprirlo
Amazon funziona bene quando esiste già una domanda per quello che vendi, quando il marchio è registrato (e quindi si può proteggere con il Brand Registry) e quando il margine per unità regge le commissioni descritte sopra. Ho seguito il lancio dello store Amazon di due marchi, Tosca Blu e Bric's Valigeria: in entrambi i casi il lavoro non è stato «aprire un account», è stato costruire schede prodotto pensate per essere trovate e per convertire, e presidiare il marketplace dopo l'apertura. La parte dei costi è quella di questo articolo; la parte operativa, passo per passo, sta nella guida rapida per iniziare a vendere su Amazon.
Da dove partire
Prima di aprire un account, fai il conto con il calcolatore ufficiale di Amazon sul tuo prodotto reale, non su una media letta da qualche parte. Se il margine che resta è troppo sottile per assorbire commissione, stoccaggio ed eventuale pubblicità sponsorizzata, il problema non lo risolve un piano diverso.
Se hai un marchio con un catalogo pronto e vuoi capire se ha senso aprire uno store, scrivimi: guardiamo insieme margini e categoria prima di aprire qualsiasi cosa.