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Prenotazione online, menu digitale, delivery: quanti ristoranti italiani li hanno già

Un ristorante su sette ha già la prenotazione online. Uno su sette ha il menu digitale. Uno su cinque usa una piattaforma di delivery. Sono numeri che dicono due cose insieme: che la maggioranza dei ristoranti italiani questi strumenti ancora non li ha, e che una parte già consistente li ha introdotti nel giro di un solo anno.
I dati vengono dal Rapporto Ristorazione 2025 di FIPE-Confcommercio, elaborato con le informazioni disponibili al 6 marzo 2025 e basato su un'indagine Fipe-Format Research condotta tra gli imprenditori del settore. Riferiscono all'anno 2024, l'ultimo per cui il rapporto fornisce il dettaglio per singolo strumento digitale: il rapporto successivo, pubblicato ad aprile 2026, riporta solo un dato aggregato sugli ammodernamenti in generale, senza scomporlo per tipo di intervento.
Cosa dicono i numeri
Nel 2024 il 38% dei ristoranti ha introdotto qualche novità nel servizio alla clientela. Tra queste, tre riguardano direttamente la parte digitale:
- delivery tramite piattaforme digitali: 21,9% dei ristoranti
- asporto tramite piattaforme digitali: 12,2%
- menu digitale: 14,4%
- sistema di prenotazione online: 13,5%
Sono percentuali sul totale dei ristoranti, non sul 38% che ha innovato: un locale può aver introdotto più di uno di questi strumenti insieme, per questo le singole voci non si sommano al totale.
Il quadro si inserisce in un anno in cui la propensione a investire, in generale, si è ridotta: il 43,2% degli imprenditori di bar e ristoranti dichiara di aver fatto almeno un investimento nel 2024 (44,6% per i ristoranti, 42,6% per i bar), contro il 55,1% del 2023. Per il 2025 la quota di chi ha in programma un investimento scende ancora, al 35,2%. Non è un settore che rallenta la digitalizzazione, quindi: è un settore che, dopo due anni di spinta più forte, investe con più selettività, e sceglie dove mettere le risorse.
Cosa cambia, per chi lo introduce
Ognuno di questi tre strumenti risponde a un problema diverso, ed è per questo che conviene guardarli separati e non come un unico pacchetto "digitalizzazione".
Il delivery sposta parte del lavoro fuori dal locale: chi lo usa raggiunge clienti che altrimenti non entrerebbero mai, ma quasi sempre passando da una piattaforma di terzi, che porta visibilità e in cambio trattiene una parte di ogni ordine. È lo stesso meccanismo di qualunque marketplace: aiuta a farsi trovare, ma il margine su ogni vendita non resta tutto al ristorante.
Il menu digitale risolve un problema più piccolo ma concreto: un menu che cambia spesso, per stagione o per disponibilità, costa ristampare ogni volta. Un menu consultabile da un codice al tavolo si aggiorna in pochi minuti, senza aspettare la prossima tiratura di copie.
La prenotazione online cambia soprattutto il lavoro di chi sta al telefono: meno chiamate da gestire durante il servizio, uno storico dei tavoli occupati che non dipende dalla memoria di chi è di turno quella sera. Per un locale che lavora su prenotazione, spesso è lo strumento con l'effetto più immediato sul tempo di chi lavora in sala.
La differenza tra affittare e possedere
Il punto che i tre strumenti hanno in comune è la stessa scelta che si pone a qualunque attività che valuta di digitalizzarsi: appoggiarsi a una piattaforma esterna o costruire un canale proprio. Non è una scelta obbligata: molti ristoranti usano entrambe le cose, la piattaforma per farsi scoprire da chi già cerca in quella categoria, un sito proprio per chi torna e per chi cerca il locale per nome. Ne ho scritto più nel dettaglio, con lo stesso ragionamento applicato a un altro tipo di attività, in sito web per artigiani: la logica del canale in affitto contro il canale di proprietà non cambia da un settore all'altro.
Quello che cambia da un ristorante all'altro è se conviene partire da un prodotto già pronto, come un sistema di prenotazione in abbonamento, o se un processo particolare del locale (turni, eventi privati, più sedi) giustifica qualcosa di costruito su misura. È la stessa domanda che vale per qualunque software gestionale, non solo per la ristorazione: ne ho scritto in software gestionale per aziende, con i dati su quanto spesso installare un prodotto standard richiede comunque di rivedere un pezzo di come si lavora.
Da dove partire
Se il locale non ha ancora nessuno di questi tre strumenti, non serve introdurli tutti insieme. Vale la pena partire da quello che risolve il problema più sentito oggi: se il telefono squilla in continuazione durante il servizio, la prenotazione online; se il menu cambia spesso e ristamparlo pesa, il menu digitale; se la sala regge ma il fatturato fuori dagli orari di punta no, il delivery.
Se vuoi capire quale di questi strumenti ha senso per il tuo locale, e se ha senso costruirlo dentro un sito proprio invece che affittarlo da una piattaforma, scrivimi e raccontami come lavora oggi il tuo ristorante: ti dico cosa vale la pena introdurre per primo, anche se la risposta è che oggi non è la priorità.