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Come registrare un marchio: la procedura, i costi ufficiali e quando conviene farlo

Timbri di legno che imprimono la parola ORIGINAL su un foglio di carta chiaro, vista dall'alto

La tassa ufficiale per registrare un marchio italiano è di 101 euro per una classe merceologica, più 34 euro per ogni classe aggiuntiva. Per un marchio dell'Unione Europea, la tassa base sale a 850 euro. Ma il costo non è la prima cosa da capire: lo è il momento in cui farlo, perché il marchio non è la stessa cosa del dominio o della partita IVA, e nessuno controlla al posto tuo se il nome che hai scelto è già di qualcun altro.

Cos'è un marchio, e cosa non lo sostituisce

Un marchio registrato dà un diritto esclusivo sull'uso di un nome, un logo o un segno per vendere prodotti o servizi in una determinata categoria (una "classe merceologica"). È una cosa diversa da:

  • il nome a dominio, un indirizzo su internet che chiunque può comprare se libero, senza che questo dia alcun diritto sul nome come marchio
  • la ragione sociale o la partita IVA, che identificano un soggetto fiscale, non un prodotto o servizio sul mercato

Puoi avere un sito online e una partita IVA attiva da anni con un nome che, dal punto di vista del marchio, resta libero per chiunque altro lo depositi per primo, anche in un settore diverso dal tuo se la classe merceologica è diversa. È il motivo per cui, quando si sceglie il nome di un'attività, converrebbe controllare fin da subito anche la disponibilità come marchio, non solo quella del dominio: ne ho scritto più nel dettaglio in come scegliere il nome di dominio giusto.

Come si registra in Italia, e quanto costa davvero

Il marchio nazionale si deposita presso l'UIBM, l'Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, online tramite il portale dedicato o presso una Camera di Commercio. I costi ufficiali, secondo le pagine del Ministero delle Imprese e del Made in Italy consultate il 22 agosto 2026, sono:

  • 101 euro di tassa di registrazione, comprensiva della prima classe merceologica
  • 34 euro per ogni classe aggiuntiva
  • un'imposta di bollo per il deposito online, che le due pagine ufficiali del Ministero indicano con due cifre diverse fra loro (42 o 48 euro): l'importo si applica in multipli di 16 euro fino a un massimo di 80 e dipende dal numero di pagine del modulo compilato, quindi la cifra esatta si vede solo al momento del deposito sul portale

Per chi deposita da solo, online, una sola classe, il totale resta quindi in una fascia di poco più di 140-150 euro. È un costo di deposito, non una garanzia di registrazione: l'UIBM esamina solo i requisiti formali del marchio (che non sia ingannevole, che sia sufficientemente distintivo), non se esiste già un marchio identico o simile di qualcun altro. Quel controllo tocca a chi deposita, prima di farlo, e a chi ha un marchio anteriore, dopo: ha tre mesi di tempo dalla pubblicazione per fare opposizione, un termine perentorio fissato dall'articolo 176 del Codice della Proprietà Industriale.

Una volta ottenuta, la registrazione dura 10 anni dal deposito ed è rinnovabile all'infinito, ogni 10 anni: la domanda di rinnovo si può presentare già 12 mesi prima della scadenza, con una tolleranza di altri 6 mesi dopo, a pagamento di una mora.

Estendere il marchio all'estero: il marchio dell'Unione Europea

Chi vende o punta a vendere anche fuori dall'Italia può depositare un marchio dell'Unione Europea tramite l'EUIPO, valido in tutti gli Stati membri con un'unica domanda. Le tariffe ufficiali per il deposito online, verificate il 22 agosto 2026, sono:

  • 850 euro per la prima classe
  • 50 euro per la seconda
  • 150 euro per ogni classe dalla terza in poi

Il deposito cartaceo costa di più su ogni voce, motivo per cui quasi tutti depositano online. Anche qui la registrazione dura 10 anni ed è rinnovabile all'infinito, ma la finestra per il rinnovo è diversa da quella italiana: si può chiedere da 6 mesi prima della scadenza (non 12), con la stessa tolleranza di 6 mesi dopo a pagamento di una maggiorazione. Chi ha già depositato un marchio italiano ha sei mesi di tempo dalla prima domanda per estenderlo a livello europeo rivendicando la stessa data di priorità, invece di perdere l'anteriorità già acquisita.

Perché conviene farlo prima di costruire il sito, non dopo

Nessuno, né l'UIBM né l'EUIPO, controlla automaticamente se il nome che hai scelto per la tua attività è libero: quel controllo, chiamato ricerca di anteriorità, spetta a chi deposita. Il momento in cui conviene farlo è prima di investire in un sito, un logo, materiali stampati e posizionamento su Google con quel nome, non dopo. Se un'altra azienda ha già lo stesso nome registrato come marchio nella tua stessa categoria, può opporsi al tuo deposito, o peggio ancora agire contro di te se il marchio è già registrato da tempo: a quel punto il costo non è più la tassa di deposito, ma il tempo e il denaro già investiti in un brand che potresti dover cambiare.

Se stai per lanciare un sito con un nome nuovo, vale la pena controllare la banca dati dei marchi UIBM prima di fissare quel nome ovunque online. Una volta scelto un nome verificato, il passo successivo è costruirci sopra una presenza web solida: ne parlo nei servizi per il sito web. Se invece hai già un sito e vuoi capire se e come proteggere il nome che usi già, scrivimi: due righe sulla tua situazione bastano per capire da dove partire.

Domande frequenti

Quanto costa registrare un marchio in Italia?

La tassa ufficiale UIBM è di 101 euro per una classe merceologica, più 34 euro per ogni classe aggiuntiva. A questa si aggiunge un'imposta di bollo che, per il deposito online, le pagine ufficiali del Ministero indicano in valori diversi fra loro (42 o 48 euro): la cifra esatta si vede al momento del deposito sul portale, in multipli di 16 euro fino a un massimo di 80. Chi deposita da solo online resta quindi in una fascia di poco più di 140-150 euro per una classe (fonte: UIBM, 'Costi di un deposito nazionale', e MIMIT, sezione proprietà industriale, consultate il 22 agosto 2026). Un consulente o un avvocato, se incaricato, aggiunge un proprio compenso per la ricerca di anteriorità e l'assistenza, variabile caso per caso.

L'UIBM controlla se il nome è già usato da qualcun altro?

No. L'ufficio verifica solo i requisiti formali del marchio (liceità, non decettività, distintività), non se esistono già marchi identici o simili di terzi. Tocca al richiedente fare una ricerca di anteriorità prima di depositare, e ai titolari di marchi anteriori opporsi entro tre mesi dalla pubblicazione, un termine perentorio fissato dall'articolo 176 del Codice della Proprietà Industriale (fonte: UIBM e testo del CPI, consultati il 22 agosto 2026). Un marchio depositato con successo, quindi, non è automaticamente al sicuro da un'opposizione successiva.

Registrare un dominio o aprire la partita IVA con quel nome non basta?

No, sono tre cose diverse. Il dominio è un indirizzo su internet, la partita IVA e la ragione sociale identificano un soggetto fiscale: nessuno dei due dà un diritto esclusivo sul nome usato per vendere prodotti o servizi. Solo il marchio registrato dà quel diritto, e solo nelle classi merceologiche per cui è stato depositato. Ne ho scritto anche in [come scegliere il nome di dominio giusto](/blog/come-scegliere-nome-dominio/), a proposito di come nome del marchio e nome del dominio dovrebbero coincidere fin dall'inizio.

Serve anche il marchio europeo, o basta quello italiano?

Dipende da dove vendi o pensi di vendere. Il marchio nazionale, depositato all'UIBM, protegge solo in Italia. Per una protezione in tutta l'Unione Europea serve un marchio dell'Unione Europea depositato all'EUIPO, che costa 850 euro per la prima classe, 50 euro per la seconda e 150 euro per ciascuna classe dalla terza in poi, per il deposito online (il cartaceo costa di più). Chi ha già un marchio italiano ha sei mesi di tempo dal primo deposito per estenderlo all'estero rivendicando la stessa data di priorità, invece di ripartire da zero (fonti: UIBM, EUIPO e Regolamento UE 2017/1001, consultati il 22 agosto 2026).

Quanto dura un marchio registrato, e cosa succede alla scadenza?

Sia il marchio italiano sia quello europeo durano 10 anni dal deposito e sono rinnovabili all'infinito per altri 10 anni alla volta. Le finestre di rinnovo però sono diverse: per l'UIBM si può chiedere da 12 mesi prima della scadenza, per l'EUIPO da 6 mesi prima; in entrambi i casi c'è poi una tolleranza di 6 mesi dopo la scadenza, con una maggiorazione per il ritardo. Oltre quel termine il marchio decade e va ridepositato da capo (fonti: UIBM e articolo 53 del Regolamento UE 2017/1001, consultati il 22 agosto 2026).

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