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Sito con pagamento alla consegna: pro e contro per un e-commerce

Primo piano di due mani che si scambiano un pacco chiuso in carta kraft sulla soglia di una casa
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Chi cerca «sito con pagamento alla consegna» di solito ha già deciso di offrire il contrassegno ai propri clienti, magari perché un cliente lo ha chiesto o perché un concorrente lo mostra in checkout. La domanda che conta, prima di attivarlo, è un'altra: quanto costa davvero, e quanti clienti lo useranno per giustificare quel costo?

Un metodo di pagamento sempre più raro

Il contrassegno, cioè pagare in contanti al corriere quando il pacco arriva, ha una fama che non corrisponde più ai numeri. Secondo la ricerca NetRetail 2025 di Netcomm e dell'Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano, presentata il 15 aprile 2025, l'89% delle transazioni online in Italia avviene al momento dell'ordine, e solo l'11% opta per un pagamento alla consegna o all'uso del servizio. Dentro quell'11%, i pagamenti in contanti alla consegna, cioè il contrassegno classico, pesano appena l'1,2%: il resto sono bonifici posticipati e altre forme di pagamento differito. Il comunicato della stessa ricerca per il 2026 conferma che il contrassegno continua la sua discesa verso livelli marginali, senza indicare una nuova percentuale precisa.

Non è un dato che dice «nessuno lo vuole più»: un e-commerce che vende migliaia di ordini al mese può avere comunque decine di clienti che lo chiedono. Dice però che, se lo si offre, lo si fa per una minoranza reale e misurabile, non per intercettare una domanda diffusa come poteva essere qualche anno fa.

Quanto costa attivarlo, corriere per corriere

Qui la trasparenza cambia molto da un corriere all'altro. Poste Italiane pubblica le cifre sul proprio listino per le imprese (dato consultato il 20 settembre 2026): con Poste Delivery Standard il servizio contrassegno costa 2,27 € se l'importo viene accreditato su conto corrente postale, con alternative a cifra diversa per assegno o vaglia postale, fino a un importo massimo incassabile di 999 € a spedizione. Con Poste Delivery Express il costo sale a 4,10 € più IVA per lo stesso tipo di accredito, sullo stesso tetto massimo.

BRT, GLS e SDA, al contrario, non pubblicano una cifra sui propri siti. Nelle pagine ufficiali di GLS il costo del contrassegno è dichiarato esplicitamente «indicativo»: il prezzo vero arriva solo su richiesta di preventivo. Le Condizioni Generali di Trasporto di SDA rimandano al «modulo vendita», cioè al contratto commerciale firmato con ogni singolo cliente. In pratica: prima di scrivere «contrassegno disponibile» sul proprio sito, conviene chiedere al proprio corriere quanto costa per davvero, perché non è un dato che si trova cercandolo online.

Il rischio che il contrassegno sposta sul venditore

C'è una differenza strutturale fra un pagamento con carta e uno in contrassegno, ed è quella che pesa di più sul conto economico: con la carta, il venditore sa che l'importo è stato autorizzato prima ancora di spedire. Con il contrassegno, il corriere non incassa nulla finché il pacco non arriva davvero nelle mani di chi l'ha ordinato. Se il destinatario rifiuta il ritiro, non è in casa o ha cambiato idea, il venditore ha già sostenuto il costo del prodotto imballato e della spedizione di andata, e nella maggior parte dei casi anche quello del ritorno.

Le stesse Condizioni Generali di Trasporto di SDA lo scrivono senza ambiguità: il corrispettivo del servizio contrassegno resta dovuto al corriere anche quando il destinatario rifiuta il ritiro della spedizione. Un pacco andato a vuoto, quindi, non costa solo il mancato incasso: costa anche il servizio che avrebbe dovuto generarlo.

L'incasso non è immediato

Un'altra cosa che chi attiva il contrassegno scopre spesso dopo, non prima: l'importo incassato dal corriere non arriva sul conto del venditore lo stesso giorno della consegna. Per SDA, sempre nelle sue condizioni generali, i tempi e le modalità di restituzione del contrassegno dipendono da quanto concordato nel contratto o, in mancanza, dagli usi commerciali del corriere: non esiste uno standard pubblico uguale per tutti. È un dettaglio che riguarda il flusso di cassa, non solo la contabilità: chi vende con margini stretti deve sapere quanti giorni passano fra la consegna e l'accredito, prima di promettere il contrassegno come se fosse denaro incassato subito.

Quando ha ancora senso offrirlo

Il contrassegno resta una scelta ragionevole in casi precisi: un pubblico che compra per la prima volta da un negozio che non conosce e non vuole lasciare i dati della carta prima di vedere il pacco, un prodotto di valore contenuto dove un mancato incasso pesa poco sul margine complessivo, o una richiesta esplicita e ricorrente da parte di clienti veri, non un'ipotesi. Fuori da questi casi, il costo del servizio, il rischio di un pacco rifiutato e il ritardo nell'incasso pesano più di quanto renda una fetta di domanda che oggi, secondo i dati più recenti, è sotto il due per cento delle transazioni italiane.

Chi sta ancora decidendo come far pagare il proprio negozio online, con carta, wallet o bonifico prima ancora di arrivare al contrassegno, trova il conto completo delle commissioni in quanto costa un e-commerce: il contrassegno, quando serve, si aggiunge a quelle voci, non le sostituisce.

La garanzia

Trenta giorni per ripensarci.

In più di dieci anni non ho mai avuto un cliente scontento del lavoro consegnato. È per questo che posso permettermi di dirti questa cosa: hai 30 giorni dall’accettazione del preventivo per fermarti, o fino a quando il negozio va online se succede prima. In quella finestra ti restituisco tutto quello che hai versato e ci salutiamo, senza chiederti altro e senza discuterne. Non ci sono condizioni da soddisfare e non c’è niente da dimostrare: decidi tu.

Rispondo io, entro un giorno lavorativo.

Non un centralino, non un modulo di assistenza. Se mi scrivi o mi chiami e non ti rispondo entro un giorno lavorativo, il canone di quel mese non lo paghi.

Il rischio dell’inizio me lo prendo io. È l’unico modo che ho per dirti «fidati» senza che sia soltanto una parola.

Da dove partire

Prima di scrivere «pagamento alla consegna disponibile» sul sito, fatti dare dal tuo corriere una cifra vera, non una stima trovata online, e stima quanti ordini al mese lo chiederebbero davvero. Se il numero è basso e il margine per ordine è stretto, il contrassegno costa più di quanto porti. Se invece hai già clienti che lo chiedono, scrivimi e vediamo insieme se conviene attivarlo e con quale corriere.

Domande frequenti

Cos'è il pagamento alla consegna su un e-commerce?

È il contrassegno: il cliente non paga al momento dell'ordine, ma consegna i contanti (o un altro mezzo ammesso) al corriere quando il pacco arriva. Il corriere incassa per conto del venditore e gli gira l'importo in un secondo momento, secondo le condizioni del contratto di spedizione.

Quanti clienti scelgono ancora il contrassegno in Italia?

Pochi, e sempre meno. Secondo la ricerca NetRetail 2025 di Netcomm e dell'Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano (comunicato del 15 aprile 2025), il pagamento in contanti alla consegna rappresenta solo l'1,2% delle transazioni online italiane, contro l'89% che si paga al momento dell'ordine. Il comunicato della stessa ricerca per il 2026 conferma che il contrassegno continua a scendere verso livelli marginali.

Quanto costa attivare il contrassegno su un e-commerce?

Dipende dal corriere, e non tutti pubblicano il prezzo. Poste Italiane lo dichiara in chiaro sul listino per le imprese: con Poste Delivery Standard il servizio costa 2,27 € se l'accredito va su conto corrente postale (dato consultato il 20 settembre 2026), fino a un importo massimo incassabile di 999 €. BRT, GLS e SDA non pubblicano una cifra: il costo si concorda nel contratto commerciale di spedizione.

Cosa succede se il cliente rifiuta il pacco pagato in contrassegno?

Il venditore ha già sostenuto il costo del prodotto e della spedizione, e in più, secondo le Condizioni Generali di Trasporto di SDA, il corrispettivo del servizio contrassegno resta dovuto al corriere anche quando il destinatario rifiuta il ritiro. È il rischio strutturale del contrassegno rispetto a un pagamento con carta: nessuno ha già pagato niente prima che il pacco parta.

Conviene aggiungere il contrassegno a un e-commerce nuovo?

Dipende da quanti clienti lo chiedono davvero e da quanto pesa un pacco rifiutato sul margine di un ordine. Su un e-commerce che vende già con carta, wallet o bonifico, il contrassegno oggi copre una fetta di domanda molto piccola: prima di attivarlo vale la pena chiedere un preventivo al proprio corriere e stimare quanti ordini lo richiederebbero davvero, non aggiungerlo per abitudine.

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