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Preventivi molto diversi per lo stesso sito: come si leggono

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Quasi sempre la differenza non sta nell'onestà di chi firma il preventivo, ma in cosa c'è scritto dentro quel numero. Due preventivi per lo stesso sito possono avere pagine diverse, contenuti diversi da produrre, un numero diverso di revisioni e di integrazioni, e un dopo lancio che in uno è compreso e nell'altro no. Per confrontarli serve leggere le voci, non il totale.
Perché la stessa richiesta produce numeri diversi
Chi chiede un preventivo per il sito descrive quasi sempre il risultato che vuole, raramente il lavoro che serve per ottenerlo: «un sito come quello del mio concorrente», «qualcosa di professionale», «una decina di pagine». Due fornitori che ricevono la stessa descrizione possono costruirci sopra due progetti diversi, e il prezzo segue il progetto che ciascuno ha capito di dover fare, non quello che il cliente aveva in mente.
Il consulente americano Chris Lema, che segue da anni il mercato dei siti WordPress, individua in un'analisi sul perché siti dall'aspetto simile costano cifre diverse cinque motivi ricorrenti: quante persone lavorano al progetto, quanto il fornitore ha capito davvero cosa serve, quali attività sono incluse (nel suo esempio, alcuni concorrenti non comprendevano il trasferimento dei contenuti dal vecchio sito), quanto il design è originale o ripreso da un modello esistente, e se il sito punta solo a un bell'aspetto o a un obiettivo di vendita misurabile. La variabile non è il Paese, è quanto il brief di partenza lascia aperto.
Le voci che pesano di più sul totale
Al di là dell'ambito generale, quattro voci spiegano la maggior parte dello scarto fra due numeri.
La produzione dei contenuti. Se il preventivo prevede che un fotografo professionista scatti le immagini e un copywriter scriva i testi, il costo sale rispetto a un preventivo che dà per scontato che testi e foto li fornisca il cliente. Ne ho scritto le cifre verificate in quanto costa un sito web: è la voce che da sola spiega buona parte della differenza fra un preventivo di poche migliaia di euro e uno che ne vale molte di più.
Le integrazioni con altri strumenti. Un modulo di contatto che scrive su un foglio elettronico costa diverso da uno collegato al gestionale o al CRM dell'azienda. Ogni collegamento in più va configurato e collaudato, non solo attivato.
Le revisioni comprese. Un preventivo può includere due giri di modifiche prima della pubblicazione, un altro cinque, un altro ancora nessuno oltre il primo bozzetto. È una voce che raramente viene chiesta esplicitamente, e che pesa quanto le pagine in più.
Cosa succede dopo il lancio. Un sito consegnato e lasciato lì costa diverso da uno che include aggiornamenti, backup e un canale per le modifiche nei mesi successivi. Chi confronta solo il costo iniziale rischia di scoprire la differenza quando il sito è già online.
Nessuna legge impone un formato al preventivo di un sito
Per un avvocato o un architetto, la legge sulla concorrenza del 2017 impone un preventivo di massima scritto o digitale al momento in cui l'incarico viene affidato, perché quelle sono professioni organizzate in un ordine. Chi realizza siti web non esercita una professione organizzata in un albo o un collegio: rientra tra le professioni regolate dalla legge 4 del 2013 sulle professioni non organizzate, che definisce l'attività come lavoro intellettuale prestato a terzi senza richiedere l'iscrizione a un albo. Nessuna norma impone un formato di preventivo a chi fa siti web, ed è anche per questo che due fornitori possono presentare lo stesso numero in modi completamente diversi, uno con un elenco voce per voce, l'altro con una cifra sola.
Chiedere per iscritto resta comunque la cosa giusta da fare, anche se nessuna legge lo garantisce: è la base su cui confrontare due preventivi diversi, ed è la prova a cui tornare se qualcosa, a lavori iniziati, risulta diverso da quanto concordato.
Come mettere a confronto due preventivi, voce per voce
Prima di guardare il totale, verifica se entrambi i preventivi rispondono alle stesse domande.
| Voce | Cosa chiedere |
|---|---|
| Pagine | Quante sono comprese, e cosa succede se ne servono altre dopo |
| Contenuti | Chi scrive i testi e chi fornisce le foto |
| Integrazioni | Quali strumenti si collegano al sito, e chi li configura |
| Revisioni | Quanti giri di modifiche sono inclusi prima della pubblicazione |
| Dopo il lancio | Cosa resta compreso: aggiornamenti, backup, modifiche minori |
| Proprietà | A chi restano dominio, contenuti e codice sorgente a lavoro finito |
Se una di queste voci manca in un preventivo e c'è nell'altro, quella voce è la vera differenza di prezzo, anche se il resto del documento sembra uguale.
Un prezzo basso non è un imbroglio, uno alto non è un azzardo
Un preventivo più basso degli altri non è di per sé un segnale di scarsa qualità, e uno più alto non è un segno di furbizia: dipende quasi sempre da un ambito diverso, oppure da una struttura di costi diversa, perché un libero professionista non sostiene le stesse spese fisse di un'agenzia con più persone in squadra. Il problema nasce solo quando una voce resta fuori dal preventivo senza che il cliente se ne accorga, e torna dopo come costo aggiuntivo. Per questo la domanda utile non è «perché questo costa meno», ma «cosa manca in questo preventivo rispetto all'altro».
Se hai già ricevuto più preventivi e fatichi a metterli a confronto, vale anche la pena sapere cosa chiedere quando il rapporto con un fornitore finisce, non solo quando inizia: ne ho scritto in cambiare fornitore per il sito: cosa chiedere prima di salutare il precedente.
Se hai già in mano più preventivi per il sito e vuoi un confronto su cosa manca nel tuo caso specifico, se ne può parlare dentro il check-up digitale. Altrimenti scrivimi: dimmi cosa ti hanno proposto, e ti dico dove guardare prima di scegliere.