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Come lavoro

Pochi progetti, seguiti nel tempo.

Il modo in cui preferisco lavorare è semplice: pochi clienti, un abbonamento mensile, e un obiettivo che non è consegnare — è far crescere la tua attività. Qui ti spiego come funziona, perché non prendo tutti i progetti e in cosa è davvero diverso dal comprare un lavoro una tantum. Compreso quando il lavoro una tantum è la scelta giusta, perché a volte lo è.

Il modello: un rapporto, non una consegna

Il più delle volte non faccio un lavoro e ti saluto. Lavoro con un abbonamento mensile: resto lì, mese dopo mese, e il tuo sito, il tuo negozio online e le tue campagne restano cose vive di cui si occupa qualcuno.

La differenza non è come paghi. È l'obiettivo. Un lavoro finisce il giorno in cui te lo consegno. Un rapporto continuativo non ha una data di consegna, ha una direzione: guardare i numeri, correggere quello che non rende, spingere quello che funziona, e rifarlo il mese dopo.

In concreto vuol dire questo.

Una cosa che vale la pena dire subito, perché è la domanda che farei io: dominio, hosting e sito restano intestati a te. Le chiavi sono tue dal primo giorno. Se un domani decidi di fermarti, te ne vai con tutto quello che abbiamo costruito — non con una copia, con l’originale.

  • Dominio, hosting, certificato, backup e aggiornamenti sono un mio problema, non tuo.
  • Le modifiche le chiedi e vengono fatte: orari, prezzi, una pagina nuova, un prodotto che esce. Senza rifare un preventivo ogni volta.
  • Ogni mese si guarda cosa ha portato richieste vere e cosa no, e si decide insieme dove mettere il lavoro del mese successivo.
  • C'è un interlocutore: io. Uno che il tuo sito e la tua attività li conosce già, e che quando gli scrivi risponde.
  • Le cose si sistemano mentre sono ancora piccole, che costa meno a te e meno a me.

Non prendo tutti i progetti

Seguire davvero qualcuno costa tempo, e il tempo non si moltiplica. Per questo lavoro con pochi clienti alla volta. Non è snobismo: è l'unico modo per fare bene poche cose invece di farne tante a metà.

Prima di dire di sì guardo una cosa sola: se dove vuoi arrivare tu somiglia a dove porterei io la tua attività. Se la visione è la stessa, il lavoro fila. Se non lo è, si vede dopo pochi mesi, e allora è tempo perso per tutti e due. Meglio dirselo subito.

Quindi la prima conversazione serve anche a me. Le cose che guardo sono queste.

  • Che tipo di crescita hai in testa, e in quanto tempo te la immagini.
  • Se sei disposto a cambiare qualcosa nel modo in cui lavori quando i numeri dicono di cambiarlo.
  • Se il sito e la pubblicità sono davvero un pezzo della tua attività, o una casella da spuntare.
  • Se posso esserti utile davvero. Se non posso, te lo dico e ti indico dove guardare.

Abbonamento e una tantum: cosa ottieni con l'uno e con l'altro

Sono due cose diverse, non una più cara e una più economica. Detta senza giri di parole.

  • Una tantumcompri un lavoro con un inizio e una fine. Alla consegna è tuo, e il rapporto finisce lì. È chiaro, è misurabile, sai esattamente quanto spendi oggi.
    Abbonamentocompri il fatto che qualcuno se ne occupi. Il lavoro non ha una fine, ha un ritmo: ogni mese qualcosa si aggiusta, si aggiunge o si toglie, in base a quello che dicono i numeri.
  • Una tantummanutenzione, aggiornamenti e guasti dopo la consegna sono a carico tuo, o di chi chiamerai.
    Abbonamentola manutenzione è compresa e non si ridiscute ogni volta.
  • Una tantumil risultato è quello del giorno della consegna, e da lì resta fermo mentre tutto intorno si muove.
    Abbonamentoil risultato del primo mese è il punto di partenza, non il traguardo.

Cosa succede a un sito quando nessuno lo guarda

Un sito non si rompe il giorno dopo la consegna. Si consuma piano, e quasi sempre in silenzio: un modulo che smette di inviare senza avvisare nessuno, una pagina che diventa lenta perché nel frattempo il catalogo è cresciuto, una posizione su Google che scende di un gradino al mese.

Non dipende da quanto era fatto bene. Un sito vive dentro cose che cambiano da sole — i telefoni, i browser, i motori di ricerca, quello che fanno i tuoi concorrenti — e a un certo punto qualcosa si muove. La differenza la fa se qualcuno se ne accorge mentre è ancora una cosa piccola.

Quanto pesa questa parte dipende molto da cosa deve fare il sito. Un biglietto da visita fermo può stare lì anni senza che nessuno lo tocchi, e va benissimo così. Un sito che raccoglie contatti, vende o si posiziona è un'altra cosa: lì la spesa vera non è costruirlo, è tenerlo in efficienza.

Ho raccontato tre casi concreti — il modulo che aveva smesso di inviare, le posizioni scivolate via, il sito rimasto indietro — in un articolo a parte.

Leggi le tre storie

Quando invece il lavoro una tantum è la scelta giusta

Non ha senso vendere un abbonamento a chi non lo userebbe. Ci sono casi in cui il lavoro una tantum è semplicemente la cosa giusta, e preferisco dirtelo io prima.

La regola pratica è semplice: più il sito lavora per te — contatti, vendite, visibilità, cose da aggiornare spesso — più ha bisogno di qualcuno che lo tenga vivo. Se invece è un oggetto fermo, trattarlo da oggetto fermo va benissimo.

  • Ti serve un sito biglietto da visita: una pagina, ferma, che dice chi sei e dove ti trovano. Senza moduli, senza catalogo, senza vendite. Fatto bene, sta lì per un pezzo senza dare problemi.
  • Hai una cosa sola da fare, con un inizio e una fine chiari: una pagina per un evento, una migrazione, un catalogo da caricare.
  • Dentro la tua attività c'è già qualcuno che se ne occupa. Se hai una persona che il sito lo sa toccare, non ti serve pagarne un'altra.
  • Vuoi provare prima di legarti. È ragionevole: si parte da un lavoro circoscritto, e se ha senso continuare ne parliamo dopo.
  • Il budget adesso non regge una spesa fissa ogni mese. Meglio un lavoro fatto bene una volta che un abbonamento che dopo pochi mesi diventa un peso.

Parliamone

Se sei arrivato fin qui, probabilmente hai già capito in quale dei due casi ti trovi. Se non l'hai capito, è esattamente il motivo per cui vale la pena sentirsi.

Scrivimi e raccontami cosa fai, dove sei adesso e dove vorresti arrivare. Guardo la tua situazione e ti dico onestamente cosa ha senso: un rapporto continuativo, un lavoro una tantum, oppure niente per ora, se per ora così va bene.

Se preferisci partire da qualcosa di piccolo e concreto, si può cominciare con un check-up: guardo il sito, i numeri e i concorrenti, e ti lascio un documento con le cose da fare in ordine di importanza. È un lavoro una tantum, e va benissimo anche se finisce lì.

Ti rispondo io.

Guardiamo la tua situazione?

Parliamo del tuo progetto